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Parole e frasi comunialcuni allora altrui amico amore anco animo Antigone Argia ascreo assai Austria avea bella Brindisi buon canto chè cielo città colla credo Creonte crin Cristina di Svezia dice Didimo diletto dire dolce Duca Duca di Guisa Ecco Edippo Emone Esopo eterno Eurinome favella Fiandra figlio figliuolo filosofia fortuna fuggir furono Giasone giorno Giove gloria gran grido guerra ingegno intorno Issipile Italia lascia lettere lieto lingua lode Luigi XIV lungo Macronio maraviglia mare medesimo mente mondo morì morte nacque natura nome nuovo occhi Olanda omai Omero onore padre parlar passo pensiero petto pianto piè poco poesia POESIE LIRICHE poeti Polinice popolo pregio quivi ragione regno sacro sangue scrittori sdegno secolo sento signor Spagna studi suono superba terra Teseo Toante tosto troppo trova uomo vedere veggo versi vide virtù voglio Brani popolariPagina 532 - Borbone, di madama d'Etampes e d'altri personaggi mentovati spesso nelle storie di que' tempi, mostrandoceli non come sono nelle storie gravemente e superficialmente descritti da autori che non li conobbero di persona, ma come apparirebbero, verbigrazia, nel semplice e... Pagina 588 - Io, quando il monumento vidi ove posa il corpo di quel grande che temprando lo scettro a' regnatori gli allòr ne sfronda, ed alle genti svela di che lagrime grondi e di che sangue; e l'arca di colui che nuovo Olimpo alzò in Roma a' Celesti; e di chi vide sotto l'etereo padiglion rotarsi più mondi, e il Sole irradiarli immoto, onde all'Anglo che tanta ala vi stese sgombrò primo le vie del firmamento; te beata, gridai, per le felici aure pregne di vita, e pe' lavacri che da' suoi gioghi a te versa... Pagina 588 - A egregie cose il forte animo accendono l'urne de' forti, o Pindemonte; e bella e santa fanno al peregrin la terra che le ricetta. Io quando il monumento vidi ove posa il corpo di quel grande '' ' che temprando lo scettro a... Pagina 596 - Numi, e le scerete cure che al viver tuo furon tempesta, e prego anch'io nel tuo porto quiete. Questo di tanta speme oggi mi resta! Straniere genti, l'ossa mie rendete allora al petto della madre mesta. Pagina 597 - ... da chiunque di noi sa che si deve amare e difendere ed onorare la terra che fu nutrice ai nostri padri ed a noi, e che darà pace e memoria alle nostre ceneri. Io vi esorto alle storie, perché angusta è l'arena degli oratori; e chi omai può contendervi la poetica palma? Pagina 600 - ... arte, e disprezzerete le leggi delle accademie grammaticali ed arricchirete lo stile; amate la vostra patria, e non contaminerete con merci straniere la purità e le ricchezze e le grazie natie del nostro idioma. La verità e le passioni faranno più esatti, men inetti e più doviziosi i vostri vocabolari; le scienze avranno veste italiana, e l'affettazione de' modi non raffredderà i vostri pensieri. Pagina 531 - ... ma poco suscettibile di tenera amicizia; lascivo anzi che casto; un poco traditore senza credersi tale; un poco invidioso e maligno; millantatore e vano senza sospettarsi tale; senza... Pagina 50 - ... pescetti; sospendasi anco in alto qualche secchiello, che a goccia a goccia vadia versando dell'acqua in un altro vaso di angusta bocca, che sia posto a basso; e stando ferma la nave, osservate diligentemente come quelli animaletti volanti con pari velocità vanno verso tutte le parti della stanza; i pesci si vedranno andar notando indifferentemente per tutti i versi; le stille cadenti entreranno tutte nel vaso sottoposto; e voi, gettando all'amico alcuna cosa, non più gagliardamente la dovrete... Pagina 393 - Accorse ognuno; il volto fu spruzzato d'essenze a la tua dama; ella rinvenne alfin: l'ira, il dolore l'agitavano ancor; fulminei sguardi gettò sul servo, e con languida voce chiamò tre volte la sua cuccia: e questa al sen le corse; in suo tenor vendetta chieder sembrolle: e tu vendetta avesti, vergine cuccia de le Grazie alunna. Pagina 396 - Solo all' ombre segrete : ea me di mano Tolto il pennello il mio Signore avvolge Per entro al tenebroso umido velo. Parali LA NOTTE POEMETTO \ LA NOTTE j_N e tu contenderai, benigna Notte, Che il mio Giovane illustre io cerchi, e guidi Con gli estremi precetti entro al tuo regno . Già di tenebre involta e di perigli Sola, squallida, mesta alto sedevi Su la timida terra. Il debil raggio De le stelle remote e de'pianeti, Che nel silenzio camminando vanno Rompea gli orrori tuoi sol quanto è duopo... Citazioni da pagine webSebina openlibrary OPAC JSTOR: Syllabi of Literary Courses by Centuries. IV. The Settecento LETTERATURA ITALIANA 1v A. D'ANCONA - O.BACCI su ebay.it ... 1099-1100 (Nordisk familjebok / Uggleupplagan. 12. Hyperemi - Johan) Emporio Libri at antiqbook.nl Informazioni bibliografiche |