La secchia rapita: poema eroicomico e il primo canto dell'Oceano (Google eBook)

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Pagina 32 - Passan gli dei da la superba corte ne la sala real del concistoro. Quivi, sottratte ai fulmini di morte, splendon le ricche mura ei fregi loro; vi perde il vanto suo qual più lucente e più pregiata gemma ha l'Oriente. 38 Posti a seder ne...
Pagina 10 - Chi si mise una scarpa e una pianella, e chi una gamba sola avea calzata; chi si vesti a rovescio la gonnella, chi cambiò la camicia con l'amata; fu chi prese per targa una padella, e un secchio in testa in cambio di celata; e chi con un roncone e la corazza corse bravando e minacciando in piazza.
Pagina 9 - Ne' giri che mutar sempre le piacque: Divora i liti, e d'infeconde arene Semina i prati e le campagne amene.
Pagina 166 - Tremolavano i rai del sol nascente Sovra l'onde del mar purpuree e d'oro ; E in veste di zaffiro il ciel ridente Specchiar parea le sue bellezze in loro. D'Africa i venti fieri e d'oriente Sovra il letto del mar prendean ristoro ; E co' sospiri suoi soavi e lieti Sol Zcffiro increspava il lembo a Teti.
Pagina 31 - Saturno, ch'era vecchio e accatarrato e s'avea messo dianzi un serviziale, venia in una lettiga riserrato che sotto la seggetta avea il pitale. Marte sopra un cavallo era montato che facea salti fuor del naturale; le calze a tagli, e '1 corsaletto indosso, e nel cappello avea un pennacchio rosso. 34 Ma la dea de le biade e '1 dio del vino venner congiunti e ragionando insieme: Nettun, si fé...
Pagina 7 - E tu, nipote del rettor del mondo, del generoso Carlo ultimo figlio, ch'in giovinetta guancia e 'n capei biondo copri canuto senno, alto consiglio, se...
Pagina 30 - Pallade sdegnosetta e fiera in volto venia su una chinea di Bisignano, succinta a mezza gamba, in un raccolto abito mezzo greco e mezzo ispano: parte il crine annodato e parte sciolto portava, e ne la treccia a destra mano un mazzo d'aironi a la bizzarra, e legata a l'arcion la scimitarra.
Pagina 42 - Culagna è una figura comune nella società italiana di quel tempo, definita nei suoi caratteri : un cavalier bravo e galante, filosofo, poeta e bacchettone, ch'era fuor de' perigli un Sacripante, ma ne' perigli un pezzo di polmone...
Pagina 30 - Giove fe' sapere i mali che d'una secchia era per trar la sorte. Giove che molto amico era ai mortali e d'ogni danno lor si dolea forte, fe' sonar le campane del suo impero ea consiglio chiamar gli dèi d'Omero.
Pagina 183 - Oimè son morto, — e' grida, e '1 guardo gira a gli scudieri suoi con faccia mesta — Aita, che già '1 cor l'anima spira, — replica in voce fioca, — aita presta ». Accorrono a quel suon cento persone, e mezzo morto il cavano d'arcione.

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