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Al" sommamente necessarj tlella patria pei- mantenervi ltf n"*J antiche costumanze. In oltre fece un editto , che niuti 72-> senatore , o contro il suo ordine , o senza la sua permissione , se n' andasse fuori dell" Italia; il che si osserva anche al di d' oggi , non essendo lecito ad alcun senatore di portarsi a viaggiare altrove , fuorichè nella Sicilia , e nella Gallia Narbonese. Siccome poi questi luoghi non sono molto distanti , e vi regna una grandissima pace, e non vi si sta in armi, così anche senza dimandarne licenza portar \i si possono quando vogliono quei senatori, i quali vi hanno una qualche possessione. Cesare in oltre scorgendo , che molti senatori, ed uomini di altri ordiui , i quali favorito aveano il partito d' Antonio , mostravano di avere in sè stesso poca fiducia; e quindi temendo, che eglino non si sollevassero a tentar cose nuove , disse di aver abbruciate tutte le lettere da lui ritrovale negli scrigni dei medesimo Antonio; quando in realtà alcune poche soltanto ne aveva fgli date alle fiamme, e le altre con somma cura le conservava , delle quali iti seguito non ebbe difficoltà di servirsene. Inviò similmente per la seconda volta una colonia in Cartagine , perchè avendo Lepido privata dei suoi abitatori una parte di questa città , pareva che le fossero stati ritolti anche i dritti ed i privilegi di colonia. Citò poi a comparire alla sua presenza Antioco) Commageno , per aver ucciso a tradimento un ambasciatore spedito a Roma da suo fratello, col qual' era in lite: e dopo aver condotto in Senato il detto Antioco , e dopo averlo condannato, lo fece mettere a morte. Ricuperò l'isola di Capri dai Napoletani, ai quali fin da antichissimo tempo apparteneva , dando loro in iscarnbio un'altra regione. Giace la detta isola non lungi t{'"" dal continente di Sorrento, e non è utile a cosa veni- 72/) na; se non che anche all'età nostra è celebre, per aver quivi soggiornalo Tiberio. E queste sono quasi tutte le cose, che in quel tempo furono fatte.

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Càfitoìò Piu«d.

Della dedicazione del tempio di Apollo, e del discorso tenuto da Cesare in Senato.

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7'1^> (<) Contiene questo libro te cose accadute nello spatio di sei anni, nei quali vi furono i seguenti consoli Anni prima Anni G.C. di Roma'

28. 716. Cesare per la sesta volta, c M. Vipsanio

Agrippa F. di L. per la seconda volta. a}. 5a7* Cesare perla settima volta, ed Agrippa per

la tei la volta.

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"volta, fece tutte le cose secondo le antiche costituzioni, A'" e diede anche i fasci al suo collega Agrippa per la ao"-1 porzione che gli spettava , di modochè egli stesso per 72^ sè non faceva uso che dell' altra parte ( i ): e spirato il tempo della sua magistratura prestò il suo giuramento secondo la consuetudine della patria (a). Io però non so di eerto , se egli continuò in seguito a far le medesime cose. Quanto poi ad Agrippa , egli lo stimò moltissimo , dandogli persino in matrimonio la figliuola della sua propria sorella (3): e quando partivano insieme j)er la guerra, gli accordò che avesse un padiglione simile al suo; ed anche i contrassegni delle sentinelle davansi indistintamente dall' uno e dall' altro. In quel» 1' anno stesso , oltre all' altre solite cose , fece anche il censo, ossia la numerazione dei cittadini, ed in questo fu egli chiamato principe del Senato seguendo quel costume , il qua) erasi introdotto eziandio in quel tempo ,

a6. ja8. Cesare Augnilo per f aitava volta, e T.

Statilio Tauro.

a5. 729- Augusto per la nulla volta, e M. Giunia

Silano.

a4> 7^0. Augusto per la decima volta, e C. Nor

bano Fiacco F. di C. a3. j3l. Augusto per l'undecima volta, e Gd. Cal

purnio Pi Jone F. di Gn. (1) Cioè non volle marciare con ventiquattro fasci, come gli era Maio accordalo; ma ne diede dodici ad Agrippa.

(3) Quei che uscivan dal consolato giuravano , di non aver recata ingiuria appostatamele » chicchessia.

(3) Ciò* Marcella, figlia di Ottavia e di C. Marcello, la quale fu poi ripudiata dal medesimo Agrippa a che sforzatovi da Augurio tolse io matrimonio Giulia,

inut ;„ cuj viveva per anche il popolar governo della r<>pub« rtowj l)|ica Dopo tutto questo costruì e dedicò sul Pala726 tino un tempio ad Apollo (2), con una piazza intorno al medesimo, ed una biblioteca. Diede in compagnia di Agrippa i giuochi già decretali per la vittoria aziaca , ed in mezzo a questi fece fare un equestre combattimento dai giovanetti patrizj, e dagli uomini similmente patrizj: e simili giuochi si celebrarono in seguito ogni cinque anni; e n'aveano cura per ordine quattro collegj di sacerdoti , cioè i pontefici , gli auguri , i settemviri , ed i quindecemviri. Vi fu parimenti lo spettacolo dei giuochi ginnici in uno stadio di legno, fatto formar da lui nel campo marzo; e si diede anche un combattio mento di gladiatori, pugnandovi gli schiavi. E tali spettacoli si esibirono al popolo per alquanti giorni, e non furono intermessi neppur per la malattia di Cesare, perchè Agrippa supplì in sua vece. Per tutti questi spettacoli somministrò Cesare il danaro da spendersi delle sue proprie sostanze: e siccome il pubblico erario avea bisogno di danaro, ne portò dentro il medesimo di quello preso ad imprestito. Stabilì ancora , che ogni anno si scegliessero due personaggi fra quei eh' erano stati pretori, ai quali si affidasse 1* amministrazione del detto erario; distribuì al popolo il grano in una quantità quattro volte maggiore di quella che prima avea

.(<) Con questa differenza però, che salicamente quel censore, il quale era il pi imo fra i censori viventi, si dichiarava principe del Senato iu dignità , ma non in potere.

(a) Intorno a questo tempio veggasi il libro di Silvestro I<urse« nio, stampato a t'iancber in Olanda l'anno I;iq in 9.

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