50 Sfumature di violenza

Copertina anteriore
RIZZOLI LIBRI, 9 nov 2017 - 224 pagine
1 Recensione
Lo dice pure la Convenzione di Istanbul: anche gli uomini possono essere vittime di violenza domestica. Beninteso: le donne sono certamente più colpite, a causa della minor forza fisica, della dipendenza economica e spesso emotiva, ed è dunque fondamentale che sia prioritaria l'attenzione verso di loro. Ma l'interesse non deve essere esclusivo: va riconosciuto che anche loro possono aggredire all'interno delle relazioni affettive, psicologicamente e fisicamente. Talvolta fino a uccidere. La violenza domestica è infatti un fenomeno complesso e ricco di sfumature. Oggi, indipendentemente dal genere, all'interno dei rapporti famigliari si riscontra un drammatico analfabetismo emotivo, l'oggettiva incapacità di amare. Un cinismo e un senso del possesso che non sono solo maschili. Dati, fatti e testimonianze, dimostrano che le donne possono maltrattare, accoltellare, sfregiare, uccidere i loro uomini. E i loro figli, spesso usati per colpire al cuore chi le ha fatte soffrire. Eppure le massicce campagne di sensibilizzazione parrebbero semplificare la questione in un assunto: gli uomini sono "tutti" carnefici, le donne sono "sempre" vittime. In questo libro si vuole dare dignità a tutte le vittime, per guardare dentro a un fenomeno che include, sì, il femminicidio ma chiama in causa il "maschicidio", termine controcorrente per nominare l'altra faccia della stessa medaglia. Le storie qui raccontate non intendono in alcun modo decostruire il lavoro fatto finora per le donne, ma solo allargare il punto di vista verso la comprensione di un malessere che sta diventando emergenza sociale.

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Nelle prime pagine, ho avuto una sorta di stizzimento, che, col proseguito della lettura, si è trasformata, in un'incontrollabile fame di "sapere", o meglio, scoprire un libro che sostiene il mio pensiero, formatosi negli ultimi sette anni. Essendo attiva nel sociale, ho riscontrato questa mera realtà, ma che, senza dati ne statistiche, non riuscivo a trasmettere in parole semplici. Io grande amante della lettura, purtroppo, causa deficit cognitivo, provocato da una patologia invalidante, seppur non riconosciuta tale, chiamata Fibromialgia, che mi ha portato a rallentare la capacità di lettura. Se prima un libro lo finito in una settimana, massimo due, a seconda degli impegni di madre lavoratrice, unico punto di riferimento per i miei figli ormai adulti, mi ritrovo ad impiegare anche un anno per finire un libro. Ho bevuto di un fiato, forse in 20 minuti, dovendo tornare ogni tanto indietro perché perdo la concentrazione, sono arrivata al punto dove mancano alcune pagine del libro.
Mi sono fermata, perché ho intenzione di comprare il libro, o l'e-Book, perché sento questo libro vestito sulla pelle, di cui non voglio perdere nemmeno una pagina. Non ho ritenuto opportuno continuare la lettura per questo. Lo consiglio VIVANENTE, a TUTTI! Di qualsiasi sesso, ed età, logico, con un'età adeguata alla comprensione, non tanto al dato anagrafico.
Non sminuisce il dramma del femminicidio, tutt'altro, ne sviscera le origini, offre la visione dell'altro lato della medaglia, che raramente, a meno che, non vivi il sociale come volontariato, o come operatore, si ritrova negli stereopiti odierni. Senza santificare nè beatificate, uno o l'altro sesso. Lo trovo indispensabile, da passare ai propri figli, come ausilio di educazione verso il sesso opposto, ma forse nei confronti del nostro prossimo stesso.
Incuriosita dalla presentazione di questo libro, che scimmiotta volutamente, i tre best sellers, fa riflettere profondamente su questa nuova realtà.
Per capirci, non esiterò ad acquistarlo. Forse, queipochii cerchi rimasti aperti, troveranno la loro chiusura, ed io potrò far finalmente pace coi miei sentimenti contrastanti
Vi invito quindi ad aprire il link e scorrere le pagine. A voi poi, la decisione di leggerlo a puzzle, o acquistarlo per leggerlo e rileggerlo.
Anastasia Adinolfi
 

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