A pranzo con la storia: i nostri cibi dagli Assiri al fast-food

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Società editrice internazionale, 2008 - 330 pagine
Seduti a tavola non pensiamo che, oltre a contenere proteine, grassi e carboidrati, i nostri alimenti sono stati per millenni testimoni e protagonisti di ogni vicenda umana. Così, come da un lato il cacao, il sale, il pepe o il té hanno determinato la nascita di potenze economiche di portata mondiale e dato gloria a studiosi, esploratori e scienziati; dall'altro la penuria di patate ha costretto intere popolazioni a emigrare dal Vecchio al Nuovo Mondo; il mais o la canna da zucchero hanno causato la tratta di tre milioni di schiavi, e la ricerca delle spezie ha motivato assai più dell'oro la storica impresa di Colombo. Un volume che raccoglie infiniti episodi sui nostri cibi quotidiani, ne ricostruisce la storia, spesso curiosa, inattesa, stupefacente; attraverso i millenni si inseguono culture e colture, personaggi più o meno noti, protagonisti involontari. Come quella capretta golosa che scoprì in Abissinia la pianta del caffè, l'imperatore Traiano, che si faceva mandare le ostriche fresche del Tirreno mentre combatteva i Parti, Caterina de' Medici, la quale importò in Francia il gelato di limone, un re di Svezia, che condannò a morte due persone tramite l'assunzione di due tazze del "letale" caffè.

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