Armonia celeste e dodecafonia

Copertina anteriore
RIZZOLI LIBRI, 20 gen 2014 - 368 pagine
Il libro esamina dal punto di vista fisico, biologico e neurale, le possibili cause del grande divario che si è aperto tra il pubblico e i compositori del XX secolo. Si sono sempre fatti, nei millenni, tentativi di individuare basi scientifiche per il sistema tonale classico: dalle fantasie dei filosofi antichi e rinascimentali ai concreti approcci dei fisici a partire dal Seicento. Oggi le neuroscienze indicano che l'armonia classica ha radici nella fisica del suono e nella biologia dell'udito, comune a tutti i popoli. L'allontanamento da questi riferimenti oggettivi ha caratterizzato larga parte delle composizioni del Novecento. La 'nuova musica' ha così assunto caratteri complessi e artificiosi che la rendono apprezzabile solo a una cerchia elitaria. Ne è emblema la musica seriale dodecafonica e post-dodecafonica, che pure ha esercitato una forte influenza sulla produzione musicale del secolo. Abrogando melodia e armonia, e rinunciando alla stimolazione di reazioni fisiche ed emotive - in sostanza privilegiando il nuovo rispetto al bello e al significativo - la dodecafonia si conferma oggi una strada chiusa.

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Un libro anacronistico per le sue prese di posizione anti-atonalità, in cui le conquiste del novecento non sono viste come una fase storica legittima per definizione ma come un'ipotetica perversione. Tutta la prima parte che non tratta di fisica acustica è delirante.

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