Biourban Acupuncture. Treasure Hill of Taipei to Artena

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International Society of Biourbanism, 1 dic 2012 - 60 pagine
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M. Casagrande offers a therapy for the sickness of our cities, a path to achieve what he calls the Third Generation City, where “the ruin” is the reality produced by nature, and nature forces take the initiative, affecting the design of industrial society, and becoming co- architects.

Casagrande's “biourban acupuncture” revives the traditional Chinese medicine practice on city scale, in order to trigger purifying and healing processes in the urban organism.

 

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Il dualismo artefatto-natura è sempre stato un tema caro alla letteratura fantastica prima e al genere science fiction poi. Le riflessioni di scrittori e sceneggiatori sul futuro dell'umanità hanno alimentato pressocché unanimi una visione del futuro dove tutto ciò che intendiamo naturale è ridotto ai minimi termini. Una manifestazione pratica attraverso l'arte di una inquietudine inconscia dell'uomo moderno altresì avvalorata da trattati socio-filosofici dell'analisi delle società industriali nel capitalismo maturo.
Visioni di città inumane e di uomini ridotti a automi in una "realtà parallela" dove la vita appare schiava declassata di un sistema ufficiale e padrone.
Forse non è più fiction, forse il salto nel paradosso parallelo è già avvenuto, ci viviamo già dentro senza rendercene conto.
Le città di seconda generazione, per chiamarle come Marco, sono già le nostre città. Città piegate ad interessi e scopi immateriali, non umani, non reali dove la distruzione sistematica dei subcodici geometrici naturali ha effetti sull'uomo misurabili in termini di benessere fisico e psicologico (Alexander, Salingaros, Kellert, Evidence Based Design).
L'essere umano viene educato a produrre per gonfiare ed alimentare una dimensione aliena, a distruggere, sfruttare ed inquinare il suo stesso habitat, a disumanizzare se stesso.
La metropoli di Taipei, come le omologate periferie italiane, non sfugge a questa assurda legge. Chi vive ed opera secondo strumenti e canoni biofilici come i nomadi urbani o le originarie comunità locali rappresenta una minaccia per il sistema che, come nella peggiore pedagogia, vuole "salvarli da loro stessi" controllandoli e regolando le loro attività.
Marco Casagrande propone una via d'uscita, una terapia per le nostre città malate, una strada per giungere a quella che chiama Third Generation City.
Città come rovina della macchina industriale dove "the ruin" segna il riappropriarsi dell'artefatto da parte della natura. Un momento in cui è la forza della natura a "prendere l'iniziativa" e a incidere geometricamente sul design della societa' industriale, facendosi "co-designer".
La cura è descritta come "agopuntura biourbana", una pratica tradizionale di medicina cinese riproposta a scala urbana per innescare nell'organismo-città processi purificatori e di guarigione.
Diversi gli elementi citati da Marco come "aghi" della tecnica di biourbanistica, tutti con l'unico obiettivo di stabilire un contatto tra la coscienza collettiva urbana e i sistemi vitali della natura. I giardini comunitari abusivi in Taipei sono esempi di aghi come l'erba selvatica che cresce nelle crepe del cemento: da un punto/nodo la natura è capace di riportare all'organico ogni cosa, anche la nostra condizione umana.
 

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Science fiction has always confronted artificial and natural reality. Most of it has envisioned a future that is going to corner and minimize nature, echoing social and philosophical treatises, art, and a diffuse anxiety about mature capitalism, with visions of inhuman cities, robots-like men, and life downgraded to slavery by an impersonal power system.
Perhaps that is not just fiction anymore, the leap into a paradoxical parallel-world having happened already, and we unknowingly living in it – living into the “second generation cities”, as Marco Casagrande says. These cities are ruled by intangible, unreal, and not-human purposes, and grow by systematically destroying those natural geometric patterns and sub-codes that scholars like Christopher Alexander, Nikos Salingaros, Stephen Kellert, and others working in the fields of Evidence Based Design and Biourbanism, are pointing out.
As human beings seem to be educated to feed destruction, exploitation, pollution, and waste of their own habitat, they are dehumanizing themselves.
The metropolis of Taipei, as many Italian dull suburbs, is no exception to this trend. The ones who live and work in accordance with life, such as urban nomads or indigenous communities, are a threat to the system. It wants to “save them from themselves”, checking and adjusting their activities.
Marco Casagrande offers a way out, a therapy for the sickness of our cities, a path to achieve what he calls the Third Generation City.
Cities, to be the fall of the machine, where “the ruin” is the reality produced by nature, that reclaims the artefact. Cities where the nature force takes the initiative, affects the design of industrial society, and becomes co- architect.
The treatment is described by Casagrande as “biourban acupuncture”, reviving the traditional Chinese medicine practice on city scale, in order to trigger purifying and healing processes in the urban organism
Marco mentions several “needles” of Biourbanism. All of them aim at establishing a contact between the urban collective consciousness and the vital systems of nature. Illegal community gardens in Taipei, and weed growing from cracks in the concrete, are examples of similar needles. Nature can restore wholeness from a single point or node – even the wholeness of our human condition.
 

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Parole e frasi comuni

Informazioni sull'autore (2012)

Marco Casagrande (Turku, Finland, born May 7th 1971) artist, architect and biourban thinker, has introduced a positive and creative critics to contemporary society and to the art and the architecture that spread from it. Worldwide active, he funded the Ruin Academy (Helsinki - Finland, Taipei - Taiwan, Artena - Italy). He's the winner of the European Prize for Architecture 2013.

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