Cento anni di futuro: Storia delle Messaggerie Italiane

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Garzanti - 301 pagine
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La storia della «Società generale delle Messaggerie italiane di giornali, riviste e libri» inizia a Bologna nel 1914 per coraggiosa iniziativa di Giulio Calabi in un paese dove le comunicazioni sono ancora difficili, la lettura patrimonio di un’élite, il commercio librario circoscritto al centro delle poche grandi città. Passate nel 1938 sotto il controllo di Umberto Mauri, le Messaggerie si trasferiscono nel 1946 a Milano, e dal capoluogo lombardo accompagnano l’impetuoso processo di ricostruzione e di modernizzazione del paese sino alle sfide del xxi secolo. Basandosi su un capillare lavoro di ricerca e su centinaia di testimonianze scritte e orali, Vittore Armanni disegna per la prima volta il percorso di una avventura imprenditoriale e umana che ha segnato profondamente la vita culturale italiana. È l’epopea di due famiglie: quella dei Calabi, colpiti dalla tragedia delle leggi razziali e costretti all’esilio alla vigilia della seconda guerra mondiale, e quella dei Mauri, giunti oggi alla terza generazione. È la storia di una visione imprenditoriale aperta, che considera la distribuzione non solo un servizio logistico ma una forma di collaborazione e sostegno agli attori della filiera, dall’editore ai librai, e che a questi ultimi offre opportunità come la Scuola Umberto e Elisabetta Mauri, dal 1983 punto di riferimento per la diffusione di un’autentica cultura internazionale del libro. È l’espressione di una fede profonda nel valore della pluralità dell’offerta editoriale, che ha portato le Messaggerie a costituire nel 2005 GeMS, l’attuale terzo gruppo italiano. Sfilano per queste pagine personaggi-simbolo della cultura italiana del Novecento: da Luigi Pirandello, di cui Umberto Mauri fu l’agente, a Pier Paolo Pasolini, fraterno amico di Silvana e Fabio, sino a Ottiero Ottieri e ai leggendari «editori protagonisti» come Arnoldo Mondadori e Valentino Bompiani, cognato di Umberto. Si susseguono le sfide dell’innovazione e delle nuove tecnologie, affrontate con slancio nel corso di un quarantennio per primo da Luciano Mauri; ma anche le battaglie per la libertà di stampa che hanno sempre contraddistinto il percorso di un’azienda presidio di una idea democratica di società, da quelle combattute da Luciano negli anni dell’Italia democristiana a quella recente contro la cosiddetta legge bavaglio. Il risultato è un affresco di storia e costume nazionali che avvincerà quanti partecipano della passione per quel formidabile veicolo di idee e di libertà che è il libro. Perché, nelle parole di Umberto Mauri, «il libro non può rinunciare all’utopia che egli stesso crea e alimenta perché sa che la storia è l’attuazione di una serie di utopie».
 

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Informazioni sull'autore (2013)

Vittore Armanni (Milano, 1966) si occupa da quindici anni di storia dell’impresa editoriale. Dottore di ricerca in storia economica e sociale presso l’Università Bocconi, ha lavorato con Fondazione Feltrinelli e Centro per la cultura d’impresa sulla valorizzazione delle fonti archivistiche e bibliografiche. Dal 1998 collabora stabilmente con Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori. È autore di contributi sulle case editrici Einaudi, Mondadori e Unitas, su Erich Linder e Luciano Mauri.

Informazioni bibliografiche