Gli anni fra cane e lupo: 1969-1994 Il racconto dell'Italia ferita a morte

Copertina anteriore
Chiarelettere - 304 pagine
Rosetta Loy ci obbliga a voltarci indietro mettendo in fila, con un racconto serrato, lucido e coinvolgente, i fatti che hanno marchiato indelebilmente la nostra democrazia e che ci hanno portato fino a qui. Una scia di sangue impressionante, sacrifici eroici e conquiste fondamentali. Persone famose e altre dimenticate. Ci voleva lo sguardo “narrativo” ma documentatissimo di una scrittrice autentica, capace di mettere a fuoco questa macchina diabolica che schiaccia qualsiasi anelito di giustizia e di progresso civile. E che ogni volta cambia sembianze. Un nemico tanto radicato che nemmeno ci accorgiamo di averlo dentro di noi.

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Un gran bel libro. Nella sua semplicità fa rabbrividire.

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Informazioni sull'autore (2013)

Rosetta Loy è nata a Roma nel 1931, ultima di quattro figli. Dopo l’esordio con il romanzo La bicicletta del 1974, che le è valso il premio Viareggio Opera prima, ha scritto vari romanzi, tra i quali il più importante è Le strade di polvere, che narra la storia di una famiglia monferrina dalla fine dell’età napoleonica ai primi anni dell’Italia unita. Pubblicato per la prima volta da Einaudi nel 1987 e ripubblicato nel 2007, ha conseguito numerosi premi letterari, come il premio Campiello, il Super Campiello, il premio Viareggio, il premio Città di Catanzaro, il premio Rapallo e il premio Montalcino. Nel 2005 la Loy ha vinto il premio Bagutta con Nero è l’albero dei ricordi, azzurra l’aria. Tra le altre sue opere sono da annoverare anche quelle giovanili scritte dopo La bicicletta: La porta dell’acqua (Einaudi 1976), L’estate di Letuchè (Rizzoli 1982), All’insaputa della notte (Garzanti 1984), cui sono seguite le opere più mature come Sogni d’inverno (Mondadori 1992), Cioccolata da Hanselmann (Rizzoli 1995), Ahi, Paloma (Einaudi 2000), La prima mano (Rizzoli 2009). Nel 2010 ha pubblicato anche il racconto Cuori infranti per l’editore Nottetempo. Un posto a sé nella sua produzione ha il libro a metà tra il saggio e la narrativa La parola ebreo (Einaudi 1997), la storia di una famiglia romana nel periodo delle leggi razziali, che ha vinto i premi Fregene e Rapallo-Carige. Ha tradotto per la collana «Scrittori tradotti da scrittori» di Einaudi Dominique di Fromentin e La principessa di Clèves di Madame de La Fayette. Le sue opere sono state tradotte in tutte le lingue principali.

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