Il cibo come relazione: Identity, affection, form, taste, culture, conviviality

Copertina anteriore
Effatà Editrice, 17 nov 2015 - 80 pagine

Attraverso il cibo si apre la prima fondamentale relazione umana di intimità e prossimità. Da questa relazione dipende la disposizione all'accoglienza, alla premura, all'ospitalità. È la prospettiva in cui si colloca questo libro, volto a comprendere il valore della relazione tra cibo e uomo, il valore di nutrire l’esistenza e non solo la vita o il Pianeta. Infatti, il cibo non è solo sostanza, materia edibile, legata all’urgenza del bisogno, non è solo valore e storia di un territorio, qualità, gastronomia: il cibo è anche relazione, e come tale interessa l’affettività, l’identità, il desiderio, l’estetica e l’etica. Il cibarsi non è solo un’esperienza nutritiva, poiché in esso è sottesa sempre una domanda di riconoscimento: nutrire l’esistenza significa, infatti, attenzione alla forma del soggetto, che non è un sistema chiuso, finito, bensì relazionale.

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Informazioni sull'autore (2015)

Psicologa, specializzata in Filosofia, Psicanalisi e Psicologia delle Narrazioni. Collabora con l'Università statale di Bologna, con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e con Scuole di psicoterapia. Presiede l’Associazione APUN «Psicologia Umanistica e delle Narrazioni. Psicoanalisi. Arte. Scienze Umane». È Direttore scientifico dell’evento nazionale Mens-a. L’intelligenza ospitale.

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