Il perdente radicale

Copertina anteriore
Giulio Einaudi Editore, 7 ott 2010 - 80 pagine
Con la forza intellettuale e l'acume che lo hanno reso celebre, Enzensberger disegna il profilo del perdente radicale di ogni tempo. Ieri il combattente nazista, oggi il terrorista islamico. Colui che ha resuscitato la tradizione del nichilismo autolesionista, amalgamando istanze religiose, politiche e sociali in una strategia di distruzione a vasto raggio. Contro l'America, contro il capitale internazionale, contro il sionismo, contro gli infedeli. PerchÚ il perdente radicale non conosce la soluzione del conflitto, il compromesso. E quanto pi˙ Ŕ assurdo il suo progetto, tanto pi˙ fanaticamente lo persegue. Come era accaduto con Hitler, il suo vero obiettivo non Ŕ la vittoria ma lo sterminio, non Ŕ il controllo ma il dissolvimento, non Ŕ la vita ma il suicidio collettivo e la fine con orrore. Convinto della propria superioritÓ e animato da cieco vittimismo, l'islamista chiede a gran voce rispetto per sÚ senza riconoscerlo agli altri. Riservando solo alla propria minoranza di eletti la salvezza da un mondo che condanna alla morte.
 

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