Il segno, il linguaggio e l'interpretazione. Il diritto dialoga con l'arte, la letteratura, la religione

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Eurilink, 2014 - 238 pagine
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L'interpretazione giuridica segue regole precise e ben definite, dettate dallo stesso legislatore, formatesi nella prassi giurisprudenziale, o, comunque, elaborate nel tempo dalla dottrina. Nel corso dei secoli essa si è proposta a volte come partecipazione conoscitiva del soggetto umano con il mondo superiore, altre volte come metodo per la ricerca della giustizia, altre volte ancora come giustificazione del mezzo da utilizzare per risolvere le controversie tra soggetti pubblici e privati. Possono secoli di esperienza giuridica in tema di interpretazione e di metodo interpretativo essere messi al servizio di altri campi del sapere, non solo e non tanto per fini epistemologici (la ricerca e la definitiva scoperta della verità), quanto piuttosto per la costruzione del metodo più efficace con cui procedere in quella ricerca, anche a prescindere dal suo risolutivo svelamento? Nel tentativo di fornire spunti di riflessione e soprattutto di dare impulso a un più ampio dibattito sulla questione, il presente volume contiene approfondimenti specialistici e confronti peculiari tra giuristi e studiosi di altre discipline; tutti mossi dalla comune consapevolezza che per l'uomo contemporaneo interpretare significa non solo appropriarsi del proprio oggetto di conoscenza, ma confrontarsi con quello, riconoscendo l'ipoteca di una relazione tra soggetto e oggetto non più verticale e captativa, bensì orizzontale e dialogica...

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