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GIROLAMO TASSO ED. TIT. CALC. LIT. LIB. B FOND.

MDCCCXXXVI!.

INTORNO ALLA VITA ED ALLE OPERE

DEL CAVALIERE

VINCENZO MONTI

DEL SIGNOR

GIO. ANT. MAGGI.

Vincenzo Monti nacque in un luogo della Romagna detto le Alfonside il giorno 19 di febbraio dell'anno 1754 da Fedele e da Domeoica Mazzari. Trasportatasi assai presto la sua famiglia a Maiado presso la doviziosa terra di Fusigoado, in questa egli ebbe agio di apprendere i primi elementi delle lettere e fu poi maodato a continuaroe lo studio del Seminario di Faenza, ove, sollo abili maestri, ionamoratosi di Virgilio, fece potevoli progressi priocipalmente della liogoa e della poesia latina. All'uscire del Seminario passò all

' università di Ferrara, perocchè suo padre avrebbe voluto ch'egli prendesse a coltivare alcupa di quelle scienze le quali scbiudopo all'uomo la foute delle ricchezze : ma la patura, aveodo dala al Monti una fantasia assai nobile ed un cuore che altamente sentiva, lo chiamava aj essere puela, e la chiamata era troppo potente perch' egli potesse resistervi. Con saggio consiglio però ei si ritrasse ben subito dal dire versi all'im-' provviso, come soleva far da priocipio, e così ancora dal poetare latino, e di cui è a stampa qual

che suo sperimento felice; perciocchè solo dal meditato comporre nella propria liogoa si può sperare vera e durevole fama.

Quindi il Monti diedesi tutto a seguire lo esempio del Varano e del Miozoni, due insigni Ferraresi che di que'gioroi avevano ricoodulta la poesia italiana dalle vuole captilene arcadiche alla forza de' postri classici anticbi. Sì fatti esempi, lo studio continuo de' lativi modelli, quello de' Profeti e di Daute fecoodarouo maravigliosamente l'ingegno del vostra pueta, già per sè stesso fatto ad ogui graodezza. L'Ariosto poi comonicò al suo stile quella flessibilità, quel garbo, quell'abbondanza, quell'arte di discendere senza cadere e di sollevarsi ad altissimi voli dopo essere volontariamente disceso, quel fare insomma così largo, così spoutaDeo, ed ipsieme così armonico e chiaro e sempre accompagoato da una grazia robusta, oode oon è facile il ritrovare fra i nostri poeti chi gli si accosti,

Di tali qualità si vide impresso il primo componimento chi' ei pubblicò colla stampa in occasione che go sacro oratore aveva con molto lustro predicalo io Ferrara pella Quaresicoa dell'anno 1776, e fu la l'isione d' Ezechiello. Oud' è che il cardia nale Scipione Borghese Legato in quella città, preso d'awwiruzione pel giovane poeta, che gli avova dedicati que' versi, volle condurlo seco pel ritornare che fece a Roma due anni dopo.

Il giorno 26 di craggio dell'apdo 1778 gioose aduoque il Monti nella metropoli dell' uuiverso, e non è a dire quauta commozione ei provasse nel calcare quella terra sacra per taute memorie, di cui e Virgilio e Cicerone ed Orazio e gli altri gli avevago taolo volte fapellato sì altamente pe' loro scritti immortali.

Veramente egli non pensava dapprima di fermare in Roma la soa dimora; ma da che la Prosopopeu di Pericle, recitata nel 1780 pei Quioquennali di Pio Vi festeggiati dagli Arcadi nel loro Bosco Parrasio, gli aveva conciliato il favore del doca Luigi Braschi nipote del poolefice, a segoo di volerlo presso di sè della qualità di soo segretario, depose ogoi pensiero di ritoroare a Ferrara ; e per mostrarsi grato al suo Mecenate disse dello stesso Bosco Parrasio, io occasione delle sue Dozze coo dopoa Costanza Falconieri, quel pobilissimo Caolo in terza rima che iolitolò la Bellezza dell'Universo (*).

Molti e bellissimi sono i compozimeoti che il nostro poeta andava dettando, ora per esercizio della sua mosa, ed ora per lodare il poptefice e i sooi nipoti ogoi volta che gliene veniva l'opportupità, e tatti leggonsi della raccolta delle varie soe opere. 11 priocipale però si è la Feroniade, poema in tre canti ed io versi scioli sul diseccamento delle paludi Pootine, il quale rimane ancora inedito, ed essendo io oggi soa parte animato dal genio di Virgilio, domanda di venire quando che sia io luce per aggiungere un puovo fregio alla corona poetica del Monti, e per essere della posterità op modumento di gloria nazionale per quell'opera intrapresa e condotta cop sì eccelso spirito da un italiaoo

(*) Questo Canto è stato stampato nel 1787 dal Bodoni insieme cogli altri versi del N. A. (3 columi in 8); perciò è da tenersi sbagliata lu data dell'anno 1780 che gli ussegna l'editore Bolognese delle Opere del Monti. V. anche di questa Biblioteca, le Opere varie di V. Monti, che formano i due fascicoli 90, 91.

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