InterismiRizzoli, 11 gen 2011 - 133 pagine "Se avessimo vinto lo scudetto — scriveva Beppe Severgnini dopo il 5 maggio 2002 — non mi sarei unito alle celebrazioni con un libro. Avrei festeggiato privatamente con qualche amico, moglie, fi glio e cagnolina dalmata (unica presenza bianconera in famiglia). Ma abbiamo perso, e dobbiamo consolarci." E questo piccolo libro si è rivelato davvero una gran consolazione per moltissimi tifosi neroazzurri. In otto anni è diventato un classico, citato e imitato. L'autoironia è servita a metabolizzare la sconfi tta e preparare la riscossa — che è arrivata, prima con gli scudetti in serie e poi col magico Triplete, coronato nella notte del Bernabeu dalla vittoria nella Champions League 2010. Interismi è la risposta di una squadra fascinosa — e dei suoi tifosi speciali — agli scherzi del destino sportivo. Leggendolo, capiremo perché l'Inter è una forma di allenamento alla vita, un esercizio di gestione dell'ansia, un preliminare lungo anni. Il libro mescola entusiasmi e memorie agrodolci, opinioni fulminanti e citazioni classiche seguite da discussioni omeriche (se l'Inter è Ettore e la Juve è Achille, il Milan è Patroclo o Ulisse?). Insieme ai giudizi sulle squadre rivali e ai ritratti dei giocatori neroazzurri, ci sono le "interviste impossibili" a Peppino Prisco (che nel 2002 s'era temporaneamente giocato il paradiso coi commenti su Lazio-Inter). "Siamo una squadra di fi losofi — sostiene l'autore — convinti che Gresko e Poborsky siano la rappresentazione della condizione umana: sono il fato, l'inconveniente, la possibilità, il caso che si diverte." Una squadra che ha tifosi così — voi capite — vince anche quando perde. Per questo è ammirata dagli avversari, ai quali consigliamo di leggere questo libro. Interismi. Il 5 maggio e il coraggio di guardare avanti. Dimostra infatti come la passione sportiva non debba nutrirsi d'odio e aggressività. Bastano affetto, entusiasmo, ironia. E la capacità di non mollare mai. |
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