L'orrore economico

Copertina anteriore
Ponte alle Grazie - 190 pagine
Quando venne pubblicato per la prima volta nel 1996, questo appassionante libro-denuncia sembrava soltanto un isolato grido d’allarme e suscitò forti polemiche. Ciononostante, questo non bastò ad arrestare il suo successo e, a distanza di oltre un decennio, di fronte a una crisi economica mondiale e a logiche di globalizzazione che hanno umiliato i lavoratori senza produrre vera ricchezza e benessere, la lucida analisi di Viviane Forrester si dimostra più attuale che mai. Infatti, continuiamo a vivere immersi in un’illusione magistrale, in un mondo scomparso che ci accaniamo a non voler riconoscere come tale, e che false politiche e politici bugiardi pretendono di perpetuare. I nostri concetti di lavoro, e quindi di disoccupazione, attorno ai quali ruota (o finge di ruotare) la politica, non hanno più sostanza: milioni di vite sono dilaniate, annientate da questo anacronismo. L’estinzione del lavoro viene presentata come una semplice eclisse quando invece l’insieme degli esseri umani è sempre meno necessario al piccolo numero che governa l’economia e detiene il potere. E gli uomini e le donne esclusi dal mondo del lavoro, in numero sempre crescente, vengono umiliati, trattati come falliti, rifiuti di una società della quale, invece, sono il prodotto principe. E, allora, ancora una volta questo saggio di Viviane Forrester ci invita a compiere un passo indispensabile, irrinunciabile, che comincia col prendere coscienza della situazione che stiamo vivendo, così da poter dare finalmente una risposta alla domanda più pressante: come porvi fine?
 

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