La fede è una menzogna più grande dell'opinione. La religione come il wannamarchismo

Copertina anteriore
Altromondo (Padova), 2008 - 250 pagine
Questo libro vuole essere un forte riferimento critico alle religioni monoteiste e ciò può indurre a pensare che questo sia soltanto un saggio contro le istituzioni religiose. La realtà è che la maggiore espressione di fede la si incontra nelle religioni, e l'autore intende, con questo delicato e impopolare passaggio, teorizzare l'inconsistenza delle fedi in senso assoluto, colpendo anche le manifestazioni di esse più resistenti (quelle religiose monoteiste, appunto che, a differenza del politeismo, hanno nella propria ragione di esistere la necessità del primato sulla diversità). Per lo stesso motivo, essendo rivolto al pubblico italiano, il libro può apparire ai più disattenti un attacco esclusivamente rivolto alla religione cristiana. In parte lo è, ma solo perché la Chiesa risulta essere impregnante l'equilibrio sociale della nostra società e causa di diverse forme d'intolleranza e stigmatizzazione. Si può dire che sia la fede religiosa, sia la fede nelle superstizioni sono fondamentalismi della mente, o inganni perpetrati ai danni delle nostre intelligenze, soprattutto alla luce di quanto la storia oggi ci consegna.

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