La misura del mondo

Copertina anteriore
Feltrinelli Editore, 2006 - 254 pagine
Verso la fine del diciottesimo secolo due giovani tedeschi si dedicano alla misurazione del mondo. Uno, Alexander von Humboldt, inventa la geografia moderna inoltrandosi nella foresta vergine e nella steppa, navigando l'Orinoco, sperimentando su di sé i veleni, contando i pidocchi sulla testa degli indigeni, strisciando nei buchi della terra, arrampicandosi sui vulcani e incontrando mostri marini e cannibali. L'altro, il matematico e astronomo Carl Friedrich Gauss - che non riesce a trascorrere la sua vita senza una donna e, tuttavia, perfino la prima notte di nozze salta giù dal letto per annotarsi una formula - rivoluziona la matematica dimostrando, tra le mura domestiche della piccola Gottinga, la curvatura dello spazio. Anziani, famosi e un po' bislacchi, i due si incontrano a Berlino nel 1828. Ma appena Gauss mette piede in città, sono già coinvolti fino al collo nei disordini politici della Germania postnapoleonica. Con elegante senso dell'umorismo, Daniel Kehlmann descrive la vita di due geni, le loro debolezze e aspirazioni, le loro oscillazioni fra goffaggine e grandiosità, fallimenti e successi. 'La misura del mondo' è un gioco raffinato di fatti e finzioni, un romanzo di avventura filosofico di rara fantasia, forza e ironia.
 

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