La sindrome migratoria

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Edizioni Clandestine , 16 mar 2018 - 144 pagine
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In questo saggio provocatorio Matteo Pacini affronta l’argomento della depressione nell’ambito dell’emigrazione, analizzando le diverse e complesse sfumature di tale patologia e le sue cause. Che sia ingenuo pensare che uno stato depressivo preceda l’emigrazione è chiaro da una sintomatologia sempre ignorata nel soggetto definito ‘depresso’ dal senso comune. Chi è clinicamente depresso, ricorda infatti Pacini, vola basso e cerca soluzioni nel circostante, aderendo a un’ottica stanziale. Non è un mistero che il depresso diagnosticato ha difficoltà a organizzare il quotidiano, dall’alzarsi dal letto al lavarsi. Figuriamoci se pianifica di emigrare! Ecco che rimane un’unica forma di depressione compatibile con l’abbandono del proprio paese di origine verso nuovi lidi, quella propria della patologia bipolare, che alterna fasi euforiche (quelle che convincono a mollare gli ormeggi, in vista di un avvenire migliore) a periodi di depressione, spesso conseguenti a stress dovuto ai fallimenti, ma anche a vittorie rapide.
Matteo Pacini, nato a Pisa nel 1975, è uno psichiatra e medico, ricercatore nell’ambito di dipendenze e terapie. Tra le sue pubblicazioni, Dipendenza da cibo; Psicofarmaci – tossicità, dipendenza e altri miti da sfatare.
 

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Indice

il dolore per la distanza
91
progetto migratorio pag
107
La sindrome Italia pag
123
Bibliografia pag
139

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