Le signore in nero

Copertina anteriore
Garzanti, 2019 - 197 pagine
Sydney 1950. Sui manichini spiccano le gonne a balze e i corpetti arricchiti degli accessori più preziosi. Ma Goode's non sono solo i più grandi magazzini della città, dove trovare l'abito all'ultima moda. Per quattro donne che lavorano sono anche l'unica occasione di indipendenza. Mentre con le loro eleganti divise di colore nero consigliano le clienti su tessuti e modelli, nel loro intimo coltivano sogni di libertà, di un ruolo diverso da quello di figlia, moglie e madre. Lesley sogna di continuare a studiare, anche se il padre non ne vuole sentir parlare. Poi c'è Patty che solo sul lavoro sente di valere qualcosa, mentre a casa il marito la tratta come fosse trasparente. Anche per Fay andare al grande magazzino ogni mattina significa sentirsi meno sola. A sorvergliarle come una madre c'è Magda: le sprona a inseguire i loro desideri e a trovare il proprio stile nel vestire, a coltivare l'idea che una donna possa raggiungere qualsiasi obiettivo. Per tutte è in arrivo un tempo di grandi cambiamenti e opportunità inaspettate. Tra un party, un nuovo vestito e nuove consapevolezze, Lesley, Patty, Fay e Magda vivranno il momento magico in cui si decide chi si vuole essere davvero. Madeleine St. John è una delle più grandi autrici del Novecento. È stata la prima autrice australiana candidata al Man Booker Prize. Da questo libro è stato tratto un film di successo diretto da Bruce Beresford, regista di A spasso con Daisy. Il femminismo è il fil-rouge che attraversa tutti i suoi romanzi, precursori di un'epoca di cambiamento. Protagoniste delle sue storie sono le donne: donne forti che inseguono i loro sogni, donne che cercano il loro posto nel mondo, ieri come oggi.

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Maria Teresa Lezzi Fiorentino
“Le signore in nero” non sono le efficienti commesse in divisa di “Velvet”, né le veneri del “Paradiso delle signore”, che si affacciano dallo schermo televisivo per
riportarci al favoloso mondo della moda spagnola e italiana degli anni Cinquanta.
È sempre il 1950, ma siamo in Australia, a Sidney, nei grandi magazzini Goode’s, e per una volta possiamo muoverci come registi e costruire le scene, guidati dalla prosa piacevole, elegante e pungente della scrittrice, con lo sguardo e la memoria al già visto, per un inevitabile confronto.
Pur se in contesti differenti, si tratta sempre di storie semplici, di vissuti quotidiani in narrazioni simili, per analogia di vite, in un determinato momento storico. Sono infatti gli anni in cui la donna rivendica il proprio ruolo nella società e nel mondo del lavoro, costretta a vivere anche tutti i tabù del periodo.
Come la piccola Lesley, studentessa brillante che, pur coltivando il sogno proibito di proseguire gli studi, si ritrova nel nuovo ambiente chiuso da grandi porte di mogano e cristallo, dove “il ritmo frenetico raggiunge punte di isteria”. Lì scopre che “un abito può essere qualcosa di più di un rivestimento”, che “la moda può essere arte” e nel rapportarsi con le colleghe di lavoro, comprende di essere stata proiettata nella vita vera: ora è Lisa.
Vite di donne che vivono l’una accanto all’altra, con i propri segreti, lasciandoli trasparire in un crescendo di confidenza, fiducia e amicizia.
La vita di Patty, di una semplicità disarmante, con un marito orso, Frank, di poche parole, viene ravvivata dalla scoperta di una nuova intimità. Il segreto sembra accomunare la coppia come per incanto, ma presto mette a nudo la fragilità dell’uomo, che non sa come vivere il “nuovo”.
Emerge, tra le altre, la figura di Magda, con la sua capacità di organizzare e tessere relazioni interpersonali, (anche quelle tra Fay e Rudy), e promuovere un atteggiamento positivo della donna verso la realizzazione dei propri sogni.
Perché questa lettura conquista? Sarà per la prosa, per il tema trattato, per quel gusto di riscoperta del passato, che mentre mette a fuoco il vissuto della donna di ieri fa riflettere su quella di oggi? !
E poi ci sono le costanti nel tempo …i figli nel loro rapporto con i genitori e la paura, ieri come oggi, di vederli sfrecciar via senza accorgersi del tempo che passa.
 

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