Madri cattive: una riflessione su bioetica e gravidanza

Copertina anteriore
Il saggiatore, 2007 - 250 pagine
Medicalizzazione della gravidanza, imposizione del parto cesareo; donne incinte tossicodipendenti che, negli Stati Uniti, sono state sottoposte a provvedimenti legali; donne che in stato di morte cerebrale vengono mantenute in vita esclusivamente per portare a termine la gravidanza. A partire da questi casi eclatanti, il libro si interroga sul motivo del silenzio sulla gravidanza nel dibattito pubblico odierno, come pure in quello più specialistico (morale e bioetico), e sulle difficoltà di colmarlo con le categorie che la riflessione filosofica tradizionale fornisce. Sulla base di alcuni sviluppi del pensiero femminista, l'autrice propone una rivisitazione di categorie fondamentali come quelle di soggetto, autonomia e responsabilità. L'assunto del titolo è che comunemente siano considerate "buone madri" quelle che rinunciano a ogni loro prerogativa dedicandosi interamente alla crescita del figlio. Al contrario, la possibilità di riconoscersi come soggetti e agenti morali a pieno titolo anche durante la gravidanza è diritto imprescindibile di ogni donna.

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