Non è lavoro, è sfruttamento

Copertina anteriore
Editori Laterza - 192 pagine

In Italia il canto costante è che il lavoro 'non c'è': però è lo stesso paese dove si chiede di lavorare gratis o senza tutele. Il tutto con spaventevoli ricadute culturali sul lavoro come merce degradata, una svalutazione umana e professionale che riguarda tutti. Marta Fana ci racconta non solo i numeri del lavoro, già deprimenti, ma la sua perdita di qualità. Non è un libro per economisti, questo combattivo pamphlet, ma un libro per lavoratori. Alessandro Robecchi, "il Fatto Quotidiano"

La precarizzazione ha reso il lavoro una risorsa povera, incapace di fornire alla maggior parte degli italiani quello che un tempo poteva dare: sicurezza economica, forza contrattuale, capacità progettuale. In Italia è stato un processo particolarmente rapido e violento, che ha aperto ferite difficili da rimarginare. Un libro militante e documentato. Giuliano Milani, "Internazionale"

Dicevano: meno diritti, più crescita. Abbiamo solo meno diritti. La modernità paga a cottimo. Così dilaga il lavoro povero, spesso gratuito, e la totale assenza di stabilità lavorativa.

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Informazioni sull'autore (2019)

Marta Fana ha conseguito un dottorato di ricerca in Economia presso l'Institut d'Études Politiques di SciencesPo a Parigi, dopo aver studiato all'Università Tor Vergata di Roma, alla Toulouse School of Economics e al Collegio Carlo Alberto di Torino. Ha iniziato l'attività di ricerca studiando appalti e corruzione e oggi si occupa di political economy, in particolare di mercato del lavoro, organizzazione del lavoro e disuguaglianze economico-sociali. È membro della redazione di "Jacobin Italia".

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