Parlamenti di guerra (1914-1945): Caso italiano e contesto europeo

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ClioPress. Editoria digitale, 2017
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 Durante gli anni della Prima guerra mondiale i Parlamenti degli stati coinvolti nel conflitto furono, nella maggior parte dei casi, costretti a limitare drasticamente la propria attività e si videro spesso preclusa la possibilità di esercitare pienamente le proprie prerogative. Più in generale, gli spazi di libertà dei cittadini, dei quali l’istituto parlamentare rappresentava il simbolo più luminoso, subirono un drammatico ridimensionamento. Parallelamente si dilatava il potere dei comandi militari, non solo nelle trincee e nei campi di battaglia, ma anche in molti ambiti della vita civile. Tuttavia i Parlamenti riuscirono, negli anni finali della guerra, non solo a riprendere gradualmente quota, ma anche a spingere con successo in direzione di una estensione delle proprie funzioni, avviando un processo che in molti stati coincise con il passaggio da un ordinamento liberale a un ordinamento compiutamente democratico. Gli anni del  “ lungo” dopoguerra furono però densi di contraddizioni.  Spesso esecutivo e legislativo crebbero insieme, mentre in alcuni casi le logiche imperative impostesi a lungo in tempo di guerra ebbero modo di riemergere e di consolidarsi. Questo volume, nel quale vengono esaminati diversi casi nazionali, illustra alcune delle ambivalenze caratteristiche di questa drammatica fase della storia europea.

 

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Informazioni sull'autore (2017)

Marco Meriggi insegna Storia delle Istituzioni politiche presso l’Università degli studi di Napoli Federico II.  Fa parte dei comitati di redazione delle riviste “ Storica” e “Le carte e la storia”. Si occupa prevalentemente delle forme del potere politico in età moderna e contemporanea e di storia globale. I suoi libri più recenti sono : Racconti di confine. Nel Mezzogiorno del Settecento, il Mulino, Bologna 2016 e World History. Le nuove rotte della storia ( con L. Di Fiore), Laterza, Bari-Roma 2011. 

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