Pillole rosse. Matrix e la filosofia

Copertina anteriore
W. Irwin, Vincenzo Cicero
Bompiani, 2006 - 388 pagine
Matrix è il film hollywoodiano più ricco di spunti filosofici mai realizzato. Il suo successo, specie tra le generazioni più giovani, ne ha fatto uno strumento formidabile per l'insegnamento della filosofia. E il primo a valorizzarne le virtù didattiche è stato lo studioso americano William lrwin, curatore di quest'opera a più voci rivolta non solo ai filosofi, ma innanzitutto agli studenti e al pubblico matrixiano non specialista. Come spiega lo stesso Irwin: "Gli autori dei saggi di questo libro aiutano il lettore nel passaggio dalla cultura pop alla filosofia. Willie Sutton era una mente criminale, a suo modo un genio. Una volta gli chiesero: 'Willie, perché rapini le banche?'; lui rispose papale papale: 'Perché è lì che ci sono i soldi'. Perché allora scrivere di un prodotto di cultura pop come Matrix? Perché è lì che c'è la gente." I vari testi approfondiscono, con piglio divulgativo, gli aspetti gnoseologici, metafisici, etico-religiosi e politici suggeriti dal primo episodio della trilogia di Matrix. In Italia il rapporto tra il film dei fratelli Wachowski e la filosofia è già stato oggetto di un convegno nel dicembre 2003, a cui hanno partecipato, tra gli altri, pensatori quali Maurizio Ferraris, Giulio Giorello, Diego Marconi e Carlo Sini.

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