Privato

Copertina anteriore
Garzanti - 180 pagine
Privato Ŕ una resa dei conti in forma di romanzo: tenera e spietata, fatta di veritÓ e di sentimenti, di personaggi ed emozioni. ╚ un dialogo violento e amoroso della protagonista-narratrice con la propria madre, che l’ha fatta nascere in un mondo dove Ŕ stato possibile l’orrore di Auschwitz. ╚ un confronto con la fede degli avi, quella che la madre incarnava con forza, quella che Ŕ assurdamente, orribilmente diventata una colpa. ╚ la partita sempre aperta tra la Storia e la vicenda di una sopravvissuta al cospetto della Storia. ╚ la conversazione impossibile con il fratello Íd÷n, che non ha mai voluto parlare del proprio passato e della morte del padre, nei campi. ╚ una resa dei conti che attraversa l’Europa: dall’Italia, dove vive la narratrice di Privato, alla Germania, ovvero il passato che non riesce a passare. Si spinge verso Israele, con il sogno di una nuova patria e un futuro che non pu˛ mantenere le promesse. E giunge fino in Brasile, rifugio per un lontano esilio. In questo dialogo tra passato e presente emergono figure emblematiche. Non solo la madre, morta all’ingresso nel Lager, e il fratello Íd÷n, scomparso alla fine di una vita di emigrazione in Sudamerica, ma la sorella sopravvissuta, l’amico scrittore, i vicini di casa dell’infanzia, il marito italiano: testimoni ognuno della propria esperienza, compresenti nel confronto continuo con la memoria.
 

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Informazioni sull'autore (2012)

Edith Bruck, di origine ungherese, Ŕ nata in una povera, numerosa famiglia ebrea. Nel 1944, poco pi¨ che bambina, il suo primo viaggio la porta nel ghetto del capoluogo e di lý ad Auschwitz, Dachau, Bergen-Belsen… Sopravvissuta alla deportazione, dopo anni di pellegrinaggio approda definitivamente in Italia, adottandone la lingua. ╚ autrice di poesia e di romanzi. Nelle sue opere il pi¨ delle volte ha reso testimonianza dell’evento nero del XX secolo. Nella lunga carriera ha ricevuto diversi premi letterari ed Ŕ stata tradotta in pi¨ lingue. Tra gli altri, Ŕ traduttrice di Attila Jˇzsef e Miklˇs Radnˇti.

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