Quipu: il nodo parlante dei misteriosi Incas

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ECIG, 1989 - 318 pagine
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Anno Domini 1532: don Francisco Pizarro e i suoi mercenari (poco meno di 200, fra uomini e cavalli) penetrano nella tana dorata del nemico, ritrovandosi al cospetto dell'Inca Atahuallpa e di migliaia di soldati in armi. Ma lo spagnolo ha un asso nella manica: come (finto) segno di pace, offre agli indigeni un brindisi tossico - moscato all'arsenico - secondo le subdole alchimie di uno dei domenicani che lo segue nella spedizione, in nome di Cristo. Quell'inganno valse un Perù, con tutto l'oro e l'argento che il vasto impero incaico conteneva, giacché in quell'avvelenata mattina fu facile alle armi da fuoco sopraffare le fionde. Gli indios furono sterminati. Ma nella storia scritta dagli "eroici" predatori non ci fu posto per la pietà, né per scomode ammissioni. I vinti, poi (a detta dei nuovi padroni), la scrittura non l'avevano nemmeno mai avuta, per poter conservare e tramandare le loro ragioni. Gli autori, infatti, grazie ad un prezioso codice inedito del '600, disegnato e scritto in cifrato da alcuni gesuiti "pentiti", per smascherare conquistadores e missionari, abbattono le false certezze sinora conosciute e risolvono molte ambiguità del misterioso Impero del Sole. Ma soprattutto, attraverso il ritrovamento d'un antico e raro quipu peruviano letterario, frangia tessile annodata con simboli colorati, trovano una risposta definitiva al secolare enigma della scrittura incaica. E vi insegnano qui a scrivere coi nodi, alla maniera dei Figli del Sole.

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