Ritratto dell'artista da saltimbanco

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Bollati Boringhieri, 2002 - 165 pagine
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Il saggio di Starobinski si interroga sulla natura dell'interesse che da più di un secolo gli artisti hanno portato alla figura del saltimbanco, dell'acrobata, del clown, sino a identificarsi in essa. La scelta dell'immagine del clown non è solo d'ordine pittorico o poetico: sotto mentite spoglie, gli artisti hanno spesso consegnato il proprio autoritratto, e insieme si sono interrogati sulla natura della propria condizione, per molti versi affine a quella del saltimbanco: da Flaubert a Jarry, da Joyce a Picasso, a Henry Miller. Frutto di una sensibilità originalissima in cui si mediano livelli diversi di lettura critica - da quella psicologica a quella più propriamente letteraria - la rivisitazione del mito del clown sembra qui assumere la stessa levità fantastica dell'oggetto che descrive: emerge così una storia di immagini e per immagini i cui significati reconditi vengono accennati, sfiorati, mai imbrigliati in una trama di spiegazioni totalizzanti.

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