Sei come sei

Copertina anteriore
Einaudi, 2013 - 235 pagine
Sul treno per Roma c'è una ragazzina. Sola e in fuga, dopo un violento litigio con i compagni di classe. Fiera e orgogliosa, Eva legge tanti libri e ha il dono di saper raccontare storie: ha appena undici anni, ma già conosce il dolore e l'abbandono. Giose è stato una meteora della musica punk-rock degli anni Ottanta, poi si è innamorato di Christian, giovane professore di latino: Eva è la loro figlia. Padre esuberante e affettuoso, ha rinunciato a cantare per starle accanto, ma la morte improvvisa di Christian ha mandato in frantumi la loro famiglia. Giose non è stato ritenuto un tutore adeguato, e si è rintanato in un casale sugli Appennini. Eva è stata affidata allo zio e si è trasferita a Milano. Non si vedono da tempo. Non hanno mai smesso di cercarsi. Con Giose, Eva risalirà l'Italia in un viaggio nel quale scoprirà molto su se stessa, sui suoi due padri, sui sentimenti che uniscono le persone al di là dei ruoli e delle leggi, e sulla storia meravigliosa cui deve la vita. Drammatico e divertente, veloce come un romanzo d'avventura, "Sei come sei" narra con grazia, commozione e tenerezza l'amore tra un padre e una figlia, diversi da tutti e a tutti uguali, in cui ciascuno di noi potrà riconoscersi.

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E' la storia di una ragazzina di undici anni e dei suoi due padri, è una storia sull'amore e sull'amore paterno, una storia che stravolge alcuni luoghi comuni, che, in un certo senso, dissacra la maternità e la famiglia tradizionale, per mostrarci come i sentimenti di un genitore prescindano sia dal sesso che dalla biologia. Lei Eva, è stata procreata grazie ad un utero in affitto perché i suoi genitori sono due uomini, di estrazione sociale diversa, uno figlio della ricca borghesia,l'altro un musicista rock in crisi, l'hanno desiderata e cresciuta con equilibrio e dolcezza fino a quando, uno dei due, quello che le ha dato il nome e che è il suo papà biologico, muore improvvisamente per un incidente. Poiché la legge italiana non riconosce all'altro alcun diritto sulla bambina, Eva viene affidata agli zii paterni, molto facoltosi, e viene separata anche fisicamente dal padre, il quale umiliato da inutili battaglie legali e dal pregiudizio, a poco a poco smette di combattere e si rassegna a starle lontano. Un episodio drammatico, quello che apre il romanzo, induce la bambina a scappare da Milano, e a fare un viaggio verso Roma, o meglio verso un paesino sui monti Sibillini dove lui si è rifugiato, in cerca di conferme e di aiuto. Non è facile ristabilire una consuetudine quasi perduta , tanto più che i due non possono stare insieme. Inizia così il viaggio a ritroso, da Roma a Milano, in automobile, ed è durante questo percorso che lui le racconta la storia della sua vita, l'amore per il compagno che non c'è più e tutte le tappe che li hanno condotti a lei. Sono i tratti di una storia d'amore vera quelli che si delineano durante le ore che i due trascorrono insieme, e soprattutto è il senso della paternità, intenso e sconvolgente al pari di quello della maternità che emerge prepotente. E' un sovvertimento dei canoni tradizionali che avviene senza strappi, con naturalezza, ma senza neppure enfasi. Calarsi nei panni dei protagonisti viene molto naturale, perché il libro è scritto bene e riesce a fare percepire forte i sentimenti e le sensazioni che essi provano. Ho detto all'inizio che questo romanzo dissacra la maternità, ma a scanso di equivoci sarebbe più corretto dire che esalta la paternità e la mette finalmente sullo stesso piano. Non credo sia un libro a favore o contro qualcosa, però offre spunti di riflessione non trascurabili e riesce a commuovere,almeno c'è riuscito con me.  

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