Storia del reame di Napoli: dal 1734 sino al 1825, Volume 1

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Tipografia Elvetica, 1837 - 1250 pagine
 

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Brani popolari

Pagina 12 - ... curiosa che di gazzette o di libri che scendono come torrenti per le valli delle Alpi. Ma se a que...
Pagina 264 - ... coi nodi tenacissimi della vanità $ nella reggia , nei teatri , al pubblico passeggio Emma sedeva al fianco della regina ; e spesso , ne' penetrali della casa , la mensa , il bagno , il letto si godevan comuni : Emma era bellezza per tutte le lascivie. Al fuggire da Napoli de...
Pagina 227 - ... di farmacia, con i quali compensi abbondò il piombo come abbondava la polvere. I sacerdoti eccitavano alla guerra con devote preghiere nelle chiese e nelle piazze; i troppo vecchi, i troppo giovani pugnavano quanto valeva debilità del proprio stato; le donne prendevano cura pietosa de...
Pagina 42 - Dio re delle due Sicilie e di Gerusalemme, infante di Spagna, duca di Parma, Piacenza e Castro, gran principe ereditano della Toscana.
Pagina 274 - E poiché il primo replicava che i tribunali non gli accusati dovessero giudicare della colpa e della innocenza delle azioni , e mescolava nel discorso alle mal concette teoriche legali , ora le ingiurie , ora le proteste di amicizia antica, e sempre la giustizia, la fede, la bontà del monarca; il prigioniero caldo...
Pagina 273 - Se fossimo entrambo liberi , parleresti più cauto ; ti fanno audace queste catene » : e gli scosse i polsi sul viso. Quel vile , impallidito , comandò che il prigioniero partisse; e non appena uscito, scrisse la sentenza che al dì vegnente mandò quel forte al supplizio. Egli, nobile, dovendo morir di mannaia, volle giacere supino per vedere , a dispregio , scendere dall'alto la macchina che i vili temono.
Pagina 118 - Quanti si vedevano padri e mariti aggirarsi fra i rottami che coprivano le care persone, non bastare a muovere quelle moli, cercare invano aiuto ai passeggieri; e alfine disperati gemere di e notte sopra quei sassi. Nel quale abbandono de...
Pagina 263 - ... aperto, vi rubava a sacco : i lazzari, i servi, i nemici ei falsi amici denunziavano alla plebe le case che dicevano dei ribelli ; ed ivi non altro che sforzare, involare, uccidere : tutto a genio di fortuna. Traendo i prigioni per le vie nudi e legati, li trafiggevano con le armi, gli avvilivano per colpi villani...
Pagina 259 - Direttorio, incontrando me che scrivo, nella piazza del forte, mi disse a quale ufizio egli andava, soggiugnendo : « I patti scritti dal Direttorio sono modesti ; ma il nemico, per facilità superbo, non vorrà concedere vita e libertà ai capi della repubblica ; venti, almeno cittadini dovranno, io credo, immolarsi alla salute di tutti , e sarà onorevole al Direttorio ed al negoziatore segnare il foglio dove avremo pattovite, per il vivere di molti, le nostre morti.
Pagina 12 - Italia tempi meno tristi. Ella, da gran tempo invasa da genti straniere, non ha suoi né pensieri, né geste : felice quando con la propria favella i fatti propri narrava, ed a' figli della mente dava suoi nomi.

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