Ti lascio dormire

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La nave di Teseo - 125 pagine
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Ti lascio dormire Ŕ una lunghissima, commovente lettera d’amore: dal giorno della perdita del marito Nelo Risi, Edith Bruck gli scrive, per raccontare di nuovo a sÚ e a lui la storia della loro vita e lo smarrimento che la sua scomparsa le ha provocato, per continuare a sentirlo vicino nello scorrere dei giorni. In queste pagine, dense e struggenti, l’autrice ripercorre i piccoli e grandi aneddoti, i litigi, le poesie, riscoprendo – nelle pieghe del suo passato doloroso segnato da Auschwitz e dalla povertÓ – le ragioni che hanno fatto nascere un sentimento tanto grande, durato oltre sessant’anni. Nelle parole di Edith rivivono i gesti che lei e Nelo hanno compiuto assieme, le loro scelte e la loro identitÓ: il rapporto con la fama e il denaro, la politica e l’impegno sociale di entrambi, i viaggi, la casa, il cinema, i libri, le relazioni con la famiglia e gli amici – Carlo Levi, Carlo Bo, Elio Vittorini tra gli altri. Attraverso il ritratto limpido di un marito e di una moglie che, benchÚ radicalmente diversi, si sono scoperti indispensabili, prende forma un energico slancio verso la letteratura, uno slancio salvifico: Edith Bruck, scrittrice raffinata e acuta, si affida alla scrittura come resistenza alla perdita, cura e tensione al futuro, consegnando la storia di un amore alla sua eternitÓ.

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Informazioni sull'autore (2019)

Edith Bruck, di origine ungherese, Ŕ nata in una povera, numerosa famiglia ebrea. Nel 1944 il suo primo viaggio la porta, poco pi¨ che bambina, nel ghetto del capoluogo, e di lý ad Auschwitz, Dachau, Bergen-Belsen. Sopravvissuta alla deportazione, di cui ha reso testimonianza nelle sue opere, dopo anni di pellegrinaggio approda definitivamente in Italia, adottandone la lingua. Nel 1959 esce il suo primo libro Chi ti ama cosý, un’autobiografia che ha per tappe l’infanzia in riva al Tibisco e la Germania dei lager. Nel 1962 pubblica il volume di racconti Andremo in cittÓ, da cui il marito Nelo Risi trae l’omonimo film. ╚ autrice di poesia e di romanzi come Le sacre nozze (1969), Lettera alla madre (1988), Nuda proprietÓ (1993), Quanta stella c’Ŕ nel cielo (2009), trasposto nel film di Roberto Faenza Anita B., e ancora Privato (2010), La donna dal cappotto verde (2012) e La rondine sul termosifone, pubblicato nel 2017 dalla Nave di Teseo. Nella lunga carriera ha ricevuto diversi premi letterari ed Ŕ stata tradotta in pi¨ lingue. Tra gli altri, Ŕ traduttrice di Attila Jˇzsef e Miklˇs Radnˇti. Ha sceneggiato e diretto tre film e svolto attivitÓ teatrale, televisiva e giornalistica.

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