Utopia

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Guida Editori, 2000 - 308 pagine
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"Utopia" è il testo che ha dato nome all'intero genere letterario dei progetti romanzeschi di società ideale. Pubblicato per la prima volta nel 1516, questo "libretto veramente aureo e non meno utile che divertente", ha preso posto da allora tra i grandi testi dell'umanità. Si tratta del "messaggio nella bottiglia", che un umanista, inorridito di fronte al male sociale che straziava la sua età e il suo Paese, volle destinare non ai contemporanei sordi e impotenti, ma alla meditazione e alla intraprendenza dei posteri.
 

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Parole e frasi comuni

Brani popolari

Pagina 9 - ... assicurano un livello di vita umano. Antica tanto da suonare convenzionale era la condanna dell'usura e dell'ozio, antichi il disprezzo per le mal congregate o ciecamente tesaurizzate ricchezze, la polemica contro la nobiltà non convalidata da virtù eminenti, l'incoraggiamento agli impulsi filantropici, le lodi della vita dimessa, semplice e sobria. Ormai non sembra più età di miti esortazioni e si invocano drastici rimedi: da una parte stanno i potenti frivoli ed esosi, i sacerdoti incolti...
Pagina 18 - Utopia altro non sarebbe che una descrizione induttiva, tecnicamente corretta e teologicamente ineccepibile, dell'uomo costituito in puris naturdibus, cioè dello stato sociale cui l'uomo può giungere razionalmente, senza il lume soprannaturale della rivelazione. Si tornerebbe così al libretto scritto per otium, come diceva Erasmo, all'esercitazione tecnicamente raffinata intorno ad un'ipotesi ormai perenta e pertanto assurda. Sembra, questo, un modo tra sbrigativo e sordo di sgombrare il campo...
Pagina 8 - Quello che si vuole è restaurare la giustizia nei tribunali, istituire un corpo vulgato e piano di leggi semplificate e renderlo indiscriminatamente operante. Ma il ritorno alla natura conduce alla constatazione dell'eguaglianza originaria e ben presto qualunque sperequazione apparirà arbitraria, abusiva qualunque gerarchia che non sia fondata sul merito e il concreto apporto sociale; si idealizza così una immaginaria società primitiva, cementata di concordia fraterna, troppo diversa dallo spieiato...

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