Vocabolario della lingua parlata in Piazza Armerina (Sicilia)

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Bartolomeo Mantelli, 1875 - 291 pagine
 

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Pagina 15 - Le consonanti n, r, s segnate con un trattuzzo sopra hanno un suoro dolcissimo, come la n in rana, la r in pero, la s in cosa. Le sillabe sgia, sgie, sgi, sgio, sgiu, si pronunziano come ja, je, jo, ju, del Francese. I segni ortografici sono quelli della lingua volgare, però l'apostrofo...
Pagina 15 - La consonante m seguita da b, la consonante n seguita da p acquistalo un suono nasale come nel Francese. La doppia d (dd) suona come nel dialetto siciliano. La vocale o segnata sopra con due puntini (o) ha un suono che parteipa della oe della u nello stesso tempo.
Pagina 143 - Liddu, agg. dicesi del bambino che comincia a camminar solo; dicesi anche di chi nell'in verno ^este senza cappotto.
Pagina 220 - T, intr. dicesi di sostanza divenuta soda, e che ritorna al pristino stato di rammollimento: rammorbidire.
Pagina 64 - Buìiàca , sf giubbetto di velluto : cacciatora; significa anche stagno d'acqua ove si mettono a macerare la canape e il lino; stagno.
Pagina 120 - Faudié, v, intr, dicesi degli alberi ricchi di rami vicino la terra.
Pagina 129 - Furturàda, sf nocumento che sentono le greggi , e le piante pel freddo e gelo.

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