Tazir

Copertina anteriore
Amazon, 8 set 2019 - 47 pagine
Le fotografie e i testi di questa raccolta nascono rispettivamente dal rapporto di Selene Porcaro e di Gabriele Levantini con il “loro” mare. Sono esperienze differenti, consumate in mari distanti, ma che si intrecciano in un unico racconto, che è al tempo stesso personale e universale. Quest’unità e universalità è il tema centrale della raccolta, il cui titolo è in Sabir, la lingua franca mediterranea dal Medioevo al XIX secolo. In apertura il lettore troverà due citazioni in quest’antica lingua, che lo indirizzeranno alla lettura del questo progetto. La seconda termina con la parola “tazir” (tacere), che dà il titolo all’intera opera e che è l’unica cosa che si può fare davanti all’immensità del mare. Tacere e ascoltare.
 

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Pagine selezionate

Sommario

Francesco Sinni 7
8
Introduzione e guida alla lettura 9 3 Nudo 4 5 6 7 Comunitaria solitudine Proteggimi Come puoi catturare un attimo? Parlami 8 Mustafà 9 Nomen o...
9
Arrivano i turisti
10
Desideri
11
Amami per sempre
12
Tempesta
13
Un vecchio amico
14
Vita
15
Semplicità
16
Una sola cosa Informazioni sugli autori 13 15
17
Copyright

Parole e frasi comuni

Informazioni sull'autore (2019)

Gabriele Levantini nasce a Viareggio (Lucca), il 10 aprile 1985. Fin da piccolo è appassionato di narrativa, poesia e ricerca storica per i quali partecipa a diversi premi locali, conseguendo alcune vittorie e menzioni speciali. Intraprende gli studi scientifici, laureandosi in chimica a Pisa nel 2011 e lavorando poi in varie aziende nell’ambito della qualità. Persegue contemporaneamente anche la propria passione per la scrittura e nel 2017 apre il blog di narrativa e poesia “Il Giardino Sulla Spiaggia”, pubblicando nel 2018 l’omonimo libro (Il Giardino Sulla Spiaggia. Racconti da un lontano viaggio interiore, ISBN 9781730930669). 

Selene Porcaro nasce a Pisa e coltiva nel corso della vita le sue più grandi passioni: scrittura, pittura e fotografia. Partecipa a varie mostre sia personali che collettive, tra le quali spiccano il progetto “Riflessi e Contrari“, del quale ha seguito la parte fotografica, e “Arte da Macello” un progetto collettivo in esposizione permanente al MAAM (Museo dell’Altro e dell’Altrove) di Roma, per il quale ha creato un cubo d’arte intitolato “Vie di fuga“.

“Il mio sentire di oggi è tutto qua. Mi ripeto, lo so, ma quando dico che nelle vene devo avere il sale misto al sangue, credeteci. Perché io senza il mare non ci posso stare.” - Selene

Informazioni bibliografiche