I vini di Borgomasino: Una tradizione antica

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Filippo Forchino, 1 mar 2020 - 70 pagine

"Quantunque fertile la pianura, la collina da oriente ad occidente costituisce la vera ricchezza del borgo per i molti vigneti che danno vini squisitissimi di cui si fa importante commercio” scriveva di Borgomasino nel 1869 lo storico canavesano Antonino Bertolotti.

Era il culmine di una lunga tradizioen vitivinicola che aveva con ogni probabilità origini antichissime. La collina borgomasinese, l'estremo fronte della morena del ghiacciaio Balteo, esondazionedei ciottolosi e minerali terreni alpini sulla Pianura Padana, rappresenta terreno di elezione di vitigni piemontesi a bacca rossa come Nebbiolo, Barbera ed Uva Rara, nonché dell'Erbaluce, vitigno autoctono canavesano di incredibile versatilità.

Questo piccolo saggio ripercorre la storia di questa tradizione, racconta delle tipicità del terroir, dei vitigni coltivati nel territorio, dei produttori e, naturalmente, dei loro vini, che abbiamo degustato per voi con attenzione e professionalità.

 

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Informazioni sull'autore (2020)

Filippo Forchino, classe 1975, viene da una famiglia che ha profonde origini borgomasinesi. Laureato in Informatica all'Università di Torino, lavora nel campo delle telecomunicazioni e del software embedded come libero professionista. Appassionato di scrittura, disegno, intagio e di tutto ciò che riguarda la creatività, nel 2018 si diploma Sommelier AIS e si appassiona all'esplorazione del mondo del vino. Coltiva, insieme alla mamma Maria cristina ed al cugino Giacomo, una piccola vigna di Erbaluce in località Chioso, lasciata loro da suo nonno Giovanni.

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