L'Arte dei Brea tra Francia e Italia. Conservazione e valorizzazione. Atti del Convegno, Genova, Convento di Santa Maria di Castello (31 ottobre 2005)

Copertina anteriore
Maria Teresa Orengo
All’Insegna del Giglio, 1 giu 2006 - 125 pagine

Con i finanziamenti del programma europeo Interreg III A ALCOTRA l’Assessorato alla cultura della Regione Liguria, in collaborazione con Conseil General des Alpes Maritimes, ha realizzato un percorso storico artistico finalizzato ad identificare le opere dei pittori della famiglia Brea e, in particolar modo le opere del suo artista maggiore, Ludovico, al fine di approfondirne la conoscenza. Il progetto, rivolto all’individuazione e alla catalogazione delle opere di Lucovico Brea e dei fratelli appartenenti alla sua bottega, in Italia e in Francia, si propone di avviare il pubblico ai luoghi per i quali tali opere erano state realizzate, mettendo a sua disposizione apparati didattici adeguati.

Sono stati infatti Antonio, Francesco e Ludovico Brea ad abbellire le chiese nel distretto di Nizza e nella Liguria di Ponente tra il 1420 e il 1525: il progetto vuole offrire una fruizione coordinata di queste opere attraverso percorsi turistici che permettano di cogliere le peculiarità dell’arte religiosa del XV e XVI secolo collegando tra loro le realtà presenti sul territorio.
Ho ritenuto, in fase di predisposizione del progetto, di realizzare un convegno di studio finalizzato a definire le figure artistiche di Ludovico, Antonio e Francesco Brea e a creare un tavolo di confronto sullo spinoso tema delle attribuzioni. Era infatti necessario arrivare a scambi di opinioni tra studiosi italiani e francesi per affrontare l’attribuzione a Ludovico Brea di alcune opere, presenti sul territorio ligure e su quello francese, stante la presenza di una certa discontinuità qualitativa nelle opere in questione.
Gli atti del convegno, presentati in lingua italiana e francese, forniscono materiale prezioso per fare il punto sulle attribuzioni e per ricostruire la cultura figurativa di Ludovico Brea e la sua fortuna critica. Sono stati inoltre analizzati i diversi fattori che hanno determinato una certa discontinuità nell’opera di Ludovico e sono state chiaramente definite le influenze culturali con cui il maestro è venuto a contatto e con cui si è misurato. Di indubbio interesse l’opinione, condivisa dagli studiosi, che Ludovico Brea, al pari di altri artisti della sua epoca, abbia operato con una consistente ed organizzata presenza di collaboratori. Alcuni questi erano dotati di una propria personalità artistica e hanno coadiuvato il maestro nella realizzazione di diverse commissioni, secondo una collaudata pratica di bottega, permettendogli di agire su un territorio molto ampio e di accettare incarichi da eseguire in tempi ristretti. Sono state quindi esaminate le opere allo scopo di indentificare i vari collaboratori e ed è stata ipotizzata una suddivisione del lavoro all’interno di quella che doveva essere una bottega ampia e ben strutturata, di cui faceva probabilmente parte anche il fratello di Ludovico, Antonio.
 

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