«Pendono interrotte le opere»: Antichi monumenti incompiuti nel mondo greco

Copertina anteriore
Sapienza Università Editrice, 16 set 2019 - 170 pagine
«Pendono interrotte le opere…», recita un celebre verso nel quarto libro dell’Eneide, quando a Cartagine, in conseguenza della passione di Didone per Enea, il fervore dei cantieri, si è improvvisamente fermato. In età contemporanea l’incompiuto, oltre che nelle arti figurative e in letteratura, suscita molto interesse nel campo dell’architettura, perché rappresentativo delle condizioni di provvisorietà e di precarietà del secolo da poco iniziato. Questo libro si concentra sulle cause e sulla percezione dei diversi monumenti incompiuti del mondo greco dall’età arcaica in poi ed esamina in dettaglio le vicende di alcuni edifici interrotti e/o contraddistinti dalla presenza di parti lasciate in diversi stadi di lavorazione e mai giunte alla fine (telos) grazie alle evidenze archeologiche, epigrafiche e letterarie. Risalenti ai tanti secoli compresi tra l’età arcaica e almeno la tarda epoca imperiale, quelle costruzioni sono ovunque e appartengono a una vasta area geografica, dalla Grecia continentale alla Magna Grecia e all’area microasiatica. Al centro dell’interesse è quindi quanto in architettura poteva valere come atelēs, hēmitelēs, hēmiergos, inchoatus, imperfectus; tutti vocaboli che traduciamo, in modo più approssimativo, con aggettivi privativi del genere di non finito, non rifinito, incompiuto, incompleto, interrotto e imperfetto, spesso impiegati come sinonimi; ma non è poi detto che tutto quello che abbiamo la tendenza oggi a considerare tale fosse giudicato in maniera analoga dagli Antichi.
 

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Informazioni sull'autore (2019)

Massimiliano Papini, professore di archeologia di storia dell’arte greca e romana presso il Dipartimento di Scienze dell’Antichità, Sapienza, Università di Roma, autore di numerosi titoli tra monografie e articoli, si occupa in prevalenza delle produzioni figurative del mondo antico e ha interessi che si estendono anche ad altri settori dell’archeologia classica, sul versante sia greco sia romano.

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