Carta archeologica medievale del territorio ferrarese. II. Le vie d'acqua in rapporto al nodo idroviario di Ferrara

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All’Insegna del Giglio, 1 ago 2004 - 132 pagine

 La vasta pianura nella quale spagliavano i fiumi che scendono dagli opposti versanti delle Alpi e dell’Appennino costituì l’ambiente congeniale per eccellenza alla navigazione interna in tutte le epoche, tramite imbarcazioni idonee. Un quarantennio di studi geomorfologici e topografici, ha dimostrato che dall’età preromana fino alla metà del XII secolo il corso principale del Po defluiva attraverso il sito dove nel VI secolo d.C. sorse il castrum bizantino di Ferrara. Ferrara godette dall’alto medioevo di una indiscussa posizione di privilegio, essendo l’unico centro urbano sul fiume ed essendo situata alla radice delle diramazioni padane del Po di Volano e del Po di Primaro, che costituivano allora i principali rami deltizi del Po. Essa divenne così il punto di passaggio obbligato tra il mare e l’entroterra padano. Ferrara era dotata di ben tre porti che si affacciavano sul fiume. Lo documentano esplicitamente gli Statuti di Ferrara del 1287. Sempre sulla riva del Po di Ferrara, ma più a valle, nel cuneo di diramazione del Primaro dal Volano, si teneva due volte all’anno la fiera, della durata di quindici giorni, che richiamava italiani e stranieri, in primavera in occasione della domenica delle palme (a Ferrara degli olivi) e in autunno per la festa di S. Martino. La ricchezza mercantile di Ferrara nasceva dunque dalla propizia ed indisturbata confluenza di tante vie d’acqua.

 

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Indice

PREMESSA
7
LA NAVIGAZIONE SUL VOLANO
93
GLI SBOCCHI MARITTIMI DELLA NAVIGAZIONE PADANA
100
CONCLUSIONI
109
INDICE DELLE ILLUSTRAZIONI
129
Copyright

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