L’Africa degli eurocomunisti: Comunisti italiani e francesi tra crisi dei socialismi africani e rapporto Nord-Sud (1969-1984)

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Sapienza Università Editrice, 3 giu 2025 - 304 pagine
In seguito al Sessantotto e alla repressione della Primavera di Praga, in Italia e in Francia nasce l’idea di dar vita a un polo comunista occidentale. L’obiettivo è aiutare la trasformazione dell’Europa in un centro di solidarietà e democrazia, che possa dialogare con il campo socialista e con i paesi ex-coloniali, sommando una prospettiva Nord-Sud a quella Est-Ovest della guerra fredda. L’attenzione che Pci e Pcf danno all’Africa occidentale negli anni Sessanta si scontra con la crisi ideologica, politica ed economica dei socialismi africani, che lasciano il passo alle guerriglie di liberazione delle colonie portoghesi e al loro simbolismo antifascista. Le relazioni dei comunisti italiani e francesi con il continente africano si snodano quindi su un doppio binario, che mostra l’Africa occidentale come uno dei punti nevralgici della battaglia antimperialista, ma anche come obiettivo di una nuova politica estera europea per un nuovo ordine economico internazionale.
 

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Informazioni sull'autore (2025)

Gabriele Siracusano è assegnista di ricerca presso l’Università di Trento e docente a contratto presso Sapienza Università di Roma. Si occupa di relazioni e scambi tra comunismo internazionale e socialismi africani, di decolonizzazione e proiezioni anticoloniali su movimenti e partiti europei. Sul tema ha pubblicato il volume “Pronto per la Rivoluzione!” I comunisti italiani e francesi e la decolonizzazione in Africa centro-occidentale (1958-1968) (Carocci, 2022) e diversi saggi su riviste e volumi collettanei.

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