Mercato San Severino nel Medioevo. Il castello e il suo territorio

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Paolo Peduto
All’Insegna del Giglio, 1 lug 2008 - 192 pagine

Con la diviso Ducatus del 949 il gastaldato di Rota fu assegnato al principato longobardo di Salerno. Oggi dell’antica Rota rimane soltanto il toponimo nel luogo in cui si scorgono i ruderi della plebs di S. Maria, detta appunto a Rota, nell’odierno comune di Mercato San Severino nel tratto terminale della pianura vesuviana, verso Sud-Est. Negli anni intorno al 640, durante la conquista di Salerno da parte dei Longobardi beneventani Rota fu distrutta (secondo una incerta tradizione storiografica) per aver i suoi abitanti opposto resistenza alle schiere beneventane. A partire da quegli anni, molto probabilmente, cominciò a svilupparsi sulla vicina collina del Palco il castello che con la famiglia normanna dei Sanseverino raggiunse quasi la massima estensione e sul piano politico divenne sede della più potente famiglia dell’Italia meridionale. Le indagini archeologiche hanno messo in evidenza le trasformazioni dell’insediamento fortificato che, dalla metà del secolo XI fino all’inizio dell’Età moderna, fu il cardine della più solida struttura feudale del regno di Napoli.

 

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