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Quel che fu concluso nel parlar, di questa generosa Reina, & magnanimo Re, & le humane, & gratiose parole di lei. Cap. LV.

Che i grandi del Regno ellessero Re il caualliere dalla tempesta, & quel che ei lor disse. Cap. LVI.

Che i popoli si ridussero Christiani, & che Amadis di Grecia condusse in publico il Re, e la Reina legitima di Traramata. Cap. LVII.

Che furon' apparecchiate solenne giostre, & feste grandissime per la buona nuoua, & quel che passò in tanto. Cap. LVIII.

Il rumor grande di questa guerra di Traramata, & il grande apparecchio da tutte due le bande. Cap. LIX.

In qual modo rimanessero le Dame nel Palagio della Principessa sorella di Filotino doppo la partita del Cauallier Christiano, & quel che loro auuenne. Cap. LX.

Che la saggia Donzella, & il Re Vagliado arriuaron allo albergo, oue eran le Dame rinchiuse, & quel che fece con gli spiriti. Cap. LXI.

Che la saggia Donzella vdite le parti accordò la differenza fra le Dame, & quelli spiriti, & quel che fu ordinato. Cap. LXII.

Che la sauia Donzella narrò a le donne chi fosse il Cauallier Christiano, e chi era quel, che haueua con lei. Cap. LXIII.

Che il Re di Comagena entrò nella auuentura del palagio incantato, & quel che se gli offerse a prima giunta. Cap. LXIV.

Che il Re Vagliado combattè con duo Tori di fuoco, & qual fine havesse la battaglia loro. Cap. LXV.

L'applauso che fecero quelle dame al Re, & le genti delle finestre, & come con vn'altra battaglia trasse il Re la auuentura a fine. Cap. LXVI.

Che disincantati i duo Amanti con tutti che nel Palagio erano, fu concluso il matrimonio fra il Prencipe Filotino, e Rosiana. Cap. LXVII.

Che dopo alcuni giorni di piacere furono sposati i duo Amanti, & il ragionamento che a quei Cauallieri fece la sauia Donzella. Cap. LXVIII.

Che fu ragionato nel fatto della guerra, & che fù risoluto pigliar l'armi, & scrivere ad Amadis di Grecia. Cap. LXIX.

Che giunsero i cauallieri con l'ambasciata al Re Fulortino, l'allegrezza che ne mostrò, & l'apparecchio, che ne fece per soccorrerlo. Cap. LXX.

Che il Re Fulortino con l' Infante Magadeno, partì nell'armata del soccorso per Traramata, & che l' Imperadore Splandiano hebbe l'auuiso. Cap. LXXI.

Il gran soccorso, che mandò l'Imperadore Splandiano, e come i pagani si mossero ad assaltar il Regno di Traramata. Cap. LXXII.

La gran percossa che Amadis di Grecia diede nel campo de i Pagani, & quel che quella notte auuenne nella battaglia. Cap. LXXIII.

Che morì la Reina di Traramata, e che fu il Re Frandalo in gran dolore,

e quel che passò con la Reina vedoua sua amica. Cap. LXXIV.

Che furon concluse le nozze della Reina, & mutata la malinconia in allegrezza, & che fu risoluto al campo oue era Amadis di Grecia. Cap. LXXV.

Quel che nella battaglia auuenne al valente Amadis di Grecia, & come nel gran pericolo fosse soccorso da Frandalò. Cap. LXXVI.

Che fu combattuto aspramente, & come il Re di Sericana fu portato come morto alle tende, & che i pagani ne hebbero il peggio. Cap. LXXVII.

La Bibliofilia, anno XIII, dispensa 5a-6a

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Che sopragiunse al campo la Reina di Traramata con tutta la corte, e il piacer che diede con la sua venuta, & che furon gli sposi velati. Cap. LXXVIII. Che i Re pagani citaron a giornata Amadis di Grecia, & il Re Frandalò, che fù da loro accettata co 'l termine di otto di. Cap. LXXIX.

Che i Pagani il dì innanzi la battaglia fecero le loro schiere, e che apparecchiandosi ત far le loro i Christiani giunse il Re Fulortino co 'l soccorso, & le rifecero. Cap. LXXX.

Che l' Infante Magadeno fu armato caualliere, & che riceuè la spada dell' Infanta Giliandra, e quel che passò fra i due nouelli amanti. Cap. LXXXI. Che l'Infanta Giliandra accettò per Cauallier suo Magadeno co 'l voler della madre, & che fu armato caualliere da Amadis di Grecia. Cap. LXXXII.

L'allegrezza dello Infante Magadeno per il fauor riceuuto, & che le schiere furono in punto, & fu dato principio alla battaglia. Cap. LXXXIII.

Le gran proue, che fece nel principio della sua caualleria l' Infante Magadeno, & il termine in che si ridusse la battaglia. Cap. LXXXIV.

Quel che seguì in quella sanguinosa battaglia, & qual dopò la presa del Re di Sericana, fosse il fine di essa. Cap. LXXXV.

Che fu il Re di Sericana presentato alla bella Deiopea, & quel che al Re auuenne con lei. Cap. LXXXVI.

Che fù dato fine alla battaglia con gran gloria de' Christiani, & che i Pagani fuggitivi si ristrinsero. Cap. LXXXVII.

L'honore che le dame fecero al Re di Sericana, & quel che passò fra loro, & come i Prencipi Christiani lo andarono à visitare. Cap. LXXXVIII.

Qual fine hauesse questa guerra, & come passassero i ragionamenti amorosi fra l'Infante, & Giliandra. Cap. LXXXIX.

Le amorose parole che passaron fra il Redi Sericana, & la bella Deiopea, & che scoperse egli meglio il suo amore ad Amadis di Grecia. Cap. XC.

Quel che disse Amadis di Grecia alla Reina, & il bel discorso, che fece Perione al Re di Sericana nel fatto della fede. Cap. XCI.

Che si battezzò il Re, & che sposò Deiopea, & la coronò Reina di Sericana, & che furono concluse nozze fra l'Infanta Giliandra, & Magadeno. Cap. XCII.

Che furon' il Regno di Cosiro, & di Clinestra presi da Amadis di Grecia, e suoi compagni, & incoronatone Magadeno, & l' Infanta. Cap. XCIII.

Che Amadis di Grecia soccorse il Re Agramasso, & che fu acquistato il Regno di Nasamona, & coronatone Reina Deiopea. Cap. XCIV.

Il generoso atto che vsò la Sauia donzella, e le saggie parole, che vsò al suo amato Re di Comagena, & quel che fu concluso fra loro. Cap. XCV.

Le amorose parole, che passaron fra questi duo amanti, & quel che fù concluso, & come ella partì per le sue stanze, lasciando il Re molto afflitto. Cap. XCVI.

Che fu dilatato di commune consenso il termine della battaglia per opra della saggia donzella, & comparse Amadis con le sue genti, & il riceuimento fatto. Cap. XCVII.

Quel che successe nel primo duello, & che furon' electi quei del secondo dall' vna parte & l'altra. Cap. XCVIII.

Il dolore, che sentirono i Giganti parenti del prencipe di Sinalto, & come due di essi presero l'assonto del secondo duello. XCIX.

Il tenor della lettera della Sauia donzella, & che furono sfidati duo altri Re da i duo segnalati cauallieri Pagani, & quel che nella battaglia successe. Cap. C.

Che giunse Amadis di Grecia in campo, & lo spauento, che per la sua venuto hebbero i Pagani, & quel che fu concluso fra loro. Cap. CI.

Che furono i quattro Re condotti al campo con molte cerimonie, e confirmati i patti solennemente prima che si venisse all'arme. Cap. CII.

La gran battaglia che fu fa fatta fra i quattro Re, sopra la querela del Regno, & il fine che hebbe. Cap. CIII.

Quel che auuenne per la venuta della Sauia donzella in questi esserciti, & che vidde, & medicò i feriti. Cap. CIV.

Che fu seppellita la Reina di Comagena, & che guariti i Re Cristiani, visitarono i duo Re pagani feriti, & quel che passò fra loro. Cap. CV.

La gran scaramuccia, che fu fatta fra Pagani, & Christiani, & come con lo sforzo di Amadis di Grecia furono i nemici tolti dal forte loro. Cap. CVI. Il modo, con che i Pagani presero il Re, & la Reina di Pentapoli co'l castello del tesoro, & quel che dapoi auuenne. Cap. CVII.

Che il Re Frandalo venne in aiuto de i Re Christiani, & che la guerra cominciò a inasperirsi. Cap. CVII.

La gran battaglia fra Christiani, & Pagani nel Regno di Pentapoli, & che i Pagani furon sbarattati. Cap. CIX.

Che furon ripresi tutti i luoghi del Regno di Pentapoli, & molte città de' Pagani, & che i Re tornarono ne i Regni loro. Cap. [CX] ultimo..

F. [a 8 v] Il fine della Tavola.

F. 1. AGGIVNTA || ALLA NOTABILE || HISTORIA, || et libro di Amadis di Grecia, || Nuouamente tradotta nella nostra volgar lingua. F. 312 vo. IL FINE. || Purgati, e corretti dal Sig. Pietro Petracci || con pubblica autorità.

«

* 1629.

Aggiunta di Amadis di Grecia. In Venetia; MDCXXIX. Presso Gio. Battista Combi. In-8. 8 ff. lim., 490 pp. ch. et 2 ff. bl. à la fin. » Catalogue Landau. t. I, p 26..

(À suivre).

HUGUES VAGANAY.

Quelques Manuscrits fort précieux

(Continuation: v. La Bibliofilia, vol. XIII, pag. 134-137).

Horae. Manuscrit sur vélin, de l'école française, du XVe siècle. in-8. Avec 5 belles miniatures entourées de bordures, 8 autres bordures à 3 côtés, un grand nombre d'initiales de différente grandeur, des bouts de lignes et listels, le tout peint en couleurs et rehaussé d'or. Velours rouge, tr. dor. Volume provenant de la Bibliothèque de Marie Leczinska, femme de Louis XV. (29722).

Superbe manuscrit sur vélin, à grandes marges, 163 ff., écriture en grosses lettres gothiques, en rouge et noir. Les 12 premiers ff. renferment le Calendrier en français, écrit en or, rouge et bleu. Les 5 belles miniatures, 80X63 mm., soigneusement exécutées, sont encadrées de listels et de larges bordures composées de rinceaux, fleurs et fruits, animaux et grotesques. Les autres bordures sont peintes dans le même genre, mais moins riches.

Les sujets sont ainsi répartis 1: S. Jean à l'île de Pathmos, joli fond de paysage; une ville, des montagnes, des cours d'eau, d'une remarquable perspective. 2: S. Barbe qui est sortie d'un château, se promène dans un beau paysage, elle lit dans un livre, et tient une palme dans la main gauche; devant elle est une femme qui prie, agenouillée; belle scène exécutée avec soin et très réaliste. 3: la Vierge au milieu des apôtres et l'apparition du S. Esprit, intérieur d'architecture. 4: l'Annonciation, intérieur d'architecture.

5: l'Office des morts, cette belle et intéressante miniature se distingue par la vérité de la scène et l'expression des personnages represéntés. Au premier plan un tombeau où un laïque vêtu de rouge et bleu fait descendre un mort enveloppé d'un linceul, plus loin 5 moines dont 2 vêtus de noir, accompagnés d'un laïque en habits rouges, célèbrent l'office funèbre; au fond les constructions d'un monastère. Les grandes initiales qui accompagnent les encadrements, sont ornées d'entrelacs terminés par des fleurs, dont plusieurs sur fond quadrillé. L'or brille partout d'un vif éclat.

Ce beau manuscrit provient de la bibliothèque de la reine Marie Leczinska, femme de Louis XV, à laquelle il fut donné par Judith d'Aumale, veuve en secondes noces de Louis, marquis de Crussol, qui mourut en 1742, âgée de 92 ans. Au verso du dernier f. on lit la dédicace autographe de la donatrice nonagénaire, en grands caractères bien lisibles « donné a Sa Majesté la Rayne par sa tres humble et tres obeisante et tres fidelle servante: Daumale marquise de Crussol ce sept dessembre 1740 ».

Conservation excellente. (Voir les 2 fac-similés aux pp. 217-218).

Horae. Manuscrit de l'école française du XVe siècle, sur vélin. Pet, in-4. Avec 13 superbes figures miniaturées, encadrées de larges bordures,

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Horae. Manuscrit de l'école française du XVe siècle, sur vélin.

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