Cronica di Giovanni Villani: a miglior lezione ridotta coll'ajuto de'testi a penna, Volumi 13-15

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Celli e Ronchi, 1832
 

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Pagina 212 - ... le botteghe dell'Arte della lana erano dugento o più, e facevano da settanta in ottantamila panni, che valevano da uno milione e dugento migliaia di fiorini d'oro; che bene il terzo più rimaneva nella terra per ovraggio, senza il guadagno de' lanaiuoli del detto ovraggio: e viveanne più di trentamila persone.
Pagina 211 - Ragionavasi avere in questi tempi nel contado e distretto di Firenze da ottantamila uomini. Troviamo dal piovano che battezzava i fanciulli (imperocché ogni maschio che si battezzava in San Giovanni, per averne il novero metteva una fava nera, e per ogni femmina una fava bianca) che erano l'anno in questi tempi dalle cinquantacinque alle sessanta centinaia, avanzando più il sesso...
Pagina 212 - Calimala de' panni franceschi e oltramontani erano da venti, che faceano venire per anno più di diecimila panni, di valuta di trecento migliaia di fiorini d'oro, che tutti si vendeano in Firenze, sanza quelli che mandavano fuori di Firenze. I banchi de
Pagina 211 - Troviamo eh' e' fanciulli e fanciulle che stanno a leggere, da otto a dieci mila. I fanciulli che stanno ad imparare l'abbaco e algorismo" in sei scuole, da mille in milledugento. E quegli che stanno ad apprendere la grammatica e loica in quattro grandi scuole, da cinquecentocinquanta in seicento. Le chiese ch'erano allora in Firenze e ne...
Pagina 212 - Firenze e ne' borghi, contando le badie e le chiese de' frati religiosi, troviamo che sono centodieci, tra le quali sono cinquartasette parrocchie con popolo, cinque badie con due priori con da ottanta monaci, ventiquattro monisteri di monache con da cinquecento donne, dieci regole di frati, trenta spedali con più di mille letta ad allogare i poveri e infermi, e da dugentocinquanta in trecento cappellani preti, le botteghe dell'Arte della lana erano dugento o più, e facevano da settanta in ottantamila...
Pagina 157 - ... sopraddetti signori , onde addietro é fatta menzione, ma però non di tutti, che troppo sono a contare , fu alla nostra città di Firenze maggiore mina e sconfitta, che nulla che mai avesse il nostro comune , se consideri bene , o lettore , il dannaggio di tanta perdita di tesoro e pecunia perduta per li nostri cittadini , e messa per avarizia di guadagnare nelle mani de' re e de
Pagina 178 - Francia , udita la messa, e comunicatosi co'suoi baroni, ea loro fatta una bella diceria, com' egli con giusta causa andava sopra il re di Francia che gli occupava la Guascogna a torto, e la contea di Ponti per la dote della madre, e per frode gli tenea la Normandia...
Pagina 44 - ... danari prestati al comune . E dove i cittadini aveano speranza che per lo suo reggimento si scemasse le spese , e desse loro buono stato, egli fece il contrario; e per le male ricolte valse lo staio del grano più di soldi venti, onde il popolo minuto male se ne contentava. E per gli oltraggi fatti per lui e le sue genti alle donne, e per altre forze e rigidezze e crude giustizie, per le quali cagioni quasi tutti i cittadini erano commossi a mala volontà contro a lui, onde più congiurazioni...
Pagina 61 - E i detti quattordici cassarono ogni ordine e decreto che '1 duca avea fatto, salvo confermarono le paci tra'cittadini fatte per lui. E nota, che come il detto duca occupò con frode e tradimento la libertà della repubblica di Firenze il di di nostra Donna di Settembre , non guardando sua reverenza , quasi per vendetta divina cosi permise Iddio, che i franchi cittadini con armata mano la racquistassono il di della sua madre madonna santa Anna, a...
Pagina 210 - ... dello stato e potenzia che facesse la nostra città, acciocché per li savi e valenti cittadini , che per li tempi saranno al governo di quella, per lo 'nostro ricordo e esemplo di questa cronica, procurino d'avanzarla in istato e in maggiore potere. Troviamo diligentemente che in questi...

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