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Cesarmi, dei Gactani, insomma delle più potenti case d'Italia (1).

Non è da aggiugnere che questi esempi erano seguitati da Cosimo de' Medici in Toscana (2), e da Emanuele Filiberto in Piemonte (3), ai cui soldi continuamente erano mantenuti non pochi gentiluomini e capitani egregi d'Italia e d'oltremonte.

Noteremo in secondo luogo che il nome di venturiere non era ancora spento nel xvn secolo. Chiamavano così coloro che, non invitati nè pagati, rad una varisi volontariamente sotto un capo in bande più o meno grosse, e si mettevano in coda agli eserciti, piuttosto per desiderio di preda che di fama Ci). Furono di tal fatta le schiere del Maramaldo, uccisore di Francesco Ferrucci. Riunille egli fra i banditi e scioperati dell'Abruzzo e delle Calabrie, e dapprima le condusse alla difesa di Napoli; quindi non richiesto, anzi quasi sgradito, le menò al campo imperiale sotto Firenze. Indi a non molto saliva al grado di maestro di campo.

(1) Banke, Hist. des Osmanlis etc, p. 409.

(2) Relaz. venete, p. 341 (serie II. t. I).

(3) « S. E. si contenta assai d'nn'altra spesa che fa d'al« cimi gentiluomini forestieri, che trattiene co) nome di coii lonnelli, molto principali in tutta Italia, e persone di gran « seguito alle case toro; le quali al presente non sono più n che nove ... Ha S. E. molla speranza dì poter col mezzo « loro, in occasione di qualche suo bisogno, aver buon nu» mero di soldati stranieri . . . con poca spesa sua di pre« stanza o d'altro, essendo tutti uomini di buona facoltà, e « persone d'animo nobile ...... Relax, di Savoia, p. 132

(Relaz. venete, t. V ).

(4) «La concavità della pianura riusciva nella fronte della « battaglia, ove doveano collocarsi le schiere dei fanti perei duti, o, come dicono volgarmente, le truppe dei venturieri ». Davila, lib. XI. p. 44.

Talora i capitani di coteste compagnie accozzavansi con altri pagati dal principe, e formavano tutti insieme un reggimento o terzo. Ciò però non li spogliava della loro indipendenza; anzi si distinguevano dagli altri col titolo di capitani particolari, e colla bizzarria delle vesti e delle maniere (1).

Ben diversi da costoro erano quelli, che in Italia appellavansi talora anche venturieri, ma più esattamente segnalati, ed in Francia soldati di fortuna. Erano eglino solitamente cadetti di chiaro sangue, giovani ed audaci, i quali, non trovando collegi dove apprendere l'arte della guerra, andavano ad apprenderla nel fatto sotto i più illustri capitani per farsi strada al grado di alfiere o di luogotenente. Avevano nel campo un proprio quartiere, e servitori, e cavalli, ed armi a dovizia: alloggiavano accanto alla tenda del capitano generale: ricevevano gli ordini dal capo delle sue lancie spezzate, ed eseguivano gl'incarichi più delicati, nelle ronde, negli assalti, nelle perlustrazioni (2). Talora univansi in un drappello, deputavano il più nobile o prode a comandarlo, e quel drappello si rendeva famoso. Del resto, che altro fu negli ultimi tempi l'ordine di Malta, se non una milizia un po' più ricca, un po' più stabile, un po' più grossa di bravi gentiluomini, cui l'angustia delle sostanze, e talora la brama della gloria o l'affetto religioso, allontanava dalla patria, e sospingeva nei mari a guerra e a depredazione perpetua?

Così quello spirito di ventura, che si era sfogato

(1) Brantòme, Discours sur lei coloneh, p. 45.

(2) Alimari, htruz. milit., lib. III. p. 220. — Ferretti, Oistrv. mtlit. lib. II. p. 73.

prima nelle crociate, poscia sotto le insegne dei condottieri , si apriva nuove vie nelle guerre contro il Turco, contro l'Olanda, contro gli Ugonotti, nelle spedizioni dell'America, nelle ricerche di nuove terre. L'Olanda specialmente fu scuola di guerra per tutte le nazioni. Che gl'Inglesi, gli Scozzesi, i Danesi, gli Svedesi e i protestanti tedeschi e francesi vi accorrevano ad apprendere la milizia sotto il conte Maurizio di Nassau: i Tedeschi cattolici, gl'Italiani, i Siciliani, i Polacchi e gli Spagnuoli vi si recavano ad apprenderla sotto Alessandro Farnese ed Ambrogio Spinola.

Potrebbonsi allegare altre leggiere traccie o conseguenze delle compagnie di ventura. Per esempio, l'uso invalso nel diritto pubblico d'oggidi di arrestare e consegnarsi reciprocamente i disertori non ha egli qualche analogia con ciò che antecedentemente si praticava tra i principi e i condottieri? (1)

Fino alla metà del sestodecimo secolo la cavalleria francese combattè sempre a squadre, ciascuna delle quali era tutta distesa in una sola riga; perchè, come affermava un illustre guerriero, nessuno avrebbe tollerato di restar dietro al compagno. In conseguenza

(1) « Item sono convenute le dite parti, che alcuna d'esse « non torri capitano, conduttore, ne altro soldato de l'altra « parte, senza saputa e consentimento de quella parte, cum « chi fossero qaeli tali: et se alcuno soldato de che premiii nenzia, qualità, stato o condizione se fosse, se fugisse o « andasse ne lo territorio e forza de l'altra parte, quela « parte ne la forza de la quale tali soldati capiteranno e « serano, se sera requisita, sia tenuta di arrestare reali ter « et personaliter qaeli tali ... e consegnarli a quela parte, « de la quale se erano fugiti, senza exceptione alcuna ... ». Trattato del 1454 tra ftnezia e il duca di Milano, jj. 3ì. p. 205. doc. 150 (Dumont, Corpi diplomai.).

l'urto della prima squadra riusciva sempre di poco effetto, e la squadra seguente era troppo lenta o lontana per raccoglierne il frutto. Ora codesta vanità, propria dei gentiluomini Francesi, non aveva luogo nella milizia italiana di ventura, la quale perciò soleva disporsi a squadroni ordinati in più righe. Non potrebbesi adunque pensare che questa ne abbia introdotto o, per dir meglio, rinnovato l'esempio nella cavalleria?

Verso il 1584, nel regno di Napoli si prese il temperamento di licenziare ogni anno la cavalleria nazionale il primo giorno di ottobre, e, mediante una tenue provvigione, lasciarla in libertà insino all'aprile (1). Ora questo temperamento (il quale ancora recentemente venne proposto per tutta la milizia della monarchia francese (2) ) non ricordava egli ciò che succedeva rispetto alle compagnie di ventura, cui l'inverno scioglieva e la primavera riuniva?

Ancora oggidì in quasi tutti gli eserciti europei è assegnato un premio d'ingaggiamento alle reclute, sia di leva, sia volontarie. Codesto premio non dà egli similitudine alla presta d'ingaggiamento, che si sborsava nei tempi delle compagnie di ventura? La stessa antica parola di presta o di presto non è essa ancora oggidì adoperata per indicare le periodiche distribuzioni del denaro alle soldatesche?

Ancora presentemente i reggimenti hanno il diritto di amministrarsi, hanno quello di giudicare in certi casi fino alla pena di morte: ancora presentemente

(1) Pragmat. regni JVeapolet., tit. 88. pragm. 8.

(2) Lamarque, Nicestitè d'une armée permanente ( Parigi 1820).

sono soggetti una volta al mese alle rassegne dei commissari^ Non sarebbe egli tutto ciò se non una continuazione di quanto esisteva già al tempo delle compagnie di ventura?

Costumossi lungo tempo, e ancora si costuma in Germania e altrove, di costituire i reggimenti in proprietà di individui o di famiglie. In Francia, or fa nemmeno cent'anni, concedevansi a giovanetti imberbi, dietro a falsi diritti di nascita e di servigi paterni. L'esempio di cosiffatti abusi non potrebbesi egli dedurre dai condottieri, i quali ereditavano la loro compagnia, e come cosa propria reggevanla e trasmettevanla ai figliuoli ?,

Nelle compagnie altresì di ventura rinacque quello spirito di corpo che, innestato su altri incitamenti più nobili e più solenni, può dare frutti grandi e utilissimi. La potenza morale di un capitano sopra i suoi soldati tanto è maggiore, quanto è (almeno fra certi limiti) minore il numero loro e antica la sua autorità. Ciò appunto succedeva presso i condottieri, allorché la milizia italiana era riposta nelle scuole di Sforza e di Braccio.

Infine, a segno incancellabile delle compagnie di ventura rimasero nel linguaggio parlato militare, per tacere di molti altri, i vocaboli di capitano, di soldato, di condottiero e di compagnia, che gli eserciti permanenti riceverono da esse e nobilitarono.

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