Dante Alighieri's lyrische gedichte: th. Bibliographisch-kritische einleitung. Anmerkungen von K. Witte

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F. A. Brockhaus, 1842
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Pagina 80 - nostro langue, Mirabil cosa non mi sarÓ mai; ChŔ lÓ dove appetito non si torce, Dico nel Cielo, io me ne gloriai. Ben se' tu manto che tostˇ raccorce Si che, se non s'appon di die in die Lo tempo va dintorno con le force.
Pagina 145 - E quel che pi¨ ti gravera le spalle Sara la compagina malvagia e scempia, Con la quai tu cadrai in questa valle : Che tutta ingrata, tutta matta ed empia Si farÓ contra te; ma poco appresso Ella, non tu, n'avrÓ rossa la
Pagina 54 - del quai non Ŕ a che s'aspiri, Quai fosse attraversate, o quai catene Trovasti, perchÚ del passare innanzi Dovessiti cosÝ spogliar la spene? E quali agevolezze, o quali avanzi Nella fronte degli altri si mostrare, PerchÚ dovessi lor passeggiare anzi?
Pagina xlv - gli occhj miei bagnati in pianti, E vedea, che parean pioggia di Manna, Gli angelÝ, che tornavan suso in cielo Ed una nuvoletta avean davanti, Dopo la quai gridavan tutti: „Osanna!
Pagina xxxvi - senso si chiama allegorico: e questo Ŕ quello, che si nasconde sotto '1 manto di queste favole: ed Ŕ una veritÓ ascosa sotto bella menzogna — — — e perchÚ questo nascondimento fosse trovato per li savj,
Pagina xlv - non tardar mercŔ, se Г hai; ChŔ mi par giÓ veder lo cielo aprire, E gli angeli di Dio quaggi¨ venire, Per volerne portar Г anima santa Di questa, il cui onor lass¨ si canta.
Pagina 153 - presso di qui Ŕ una donna, Ch'Ŕ del nostro paese; Bella saggia e cˇrtese La chiaman tutti, e niuu se n'accorge Quando (Quanto) suo nome porge, Bianca, giovane contessa, chiamando. A costei te ne va chiusa ed onesta, Prima a lei manifesta Quel che tu se' e quel per ch'io ti mando, Poi seguirai seconde suo comando.
Pagina 231 - Rex jussae succedit aquae; vis ßurea tinxit Flumen, et humano de corpore cessit in amnem. Nunc quoque jam veteris percepto semine venae Arva rigent, auro madidis pallentia glebis. 3. 54. Aetnaeo pumice,
Pagina 76 - Incipit ipsorum contra te stare parentum Nobilitas, claramque facem praeferre pudendis. Omne animi vitium tanto conspectius in se Crimen habet, quanto major, qui peccat, habetur.
Pagina 144 - VII, 94) fagt: Ma ella s'Ŕ beata, e ciˇ non ode; Con l'altre prime creature lieta Volve sua spera, e beata si gode

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