Nessuno può volare

Copertina anteriore
Feltrinelli Editore - 208 pagine
Quando si nasce in una famiglia come quella di Simonetta Agnello Hornby, sin da piccoli si cresce con la consapevolezza che si è “tutti normali, ma diversi, ognuno con le sue caratteristiche, talvolta un po’ ‘strane’”. Attraverso una serie di ritratti sapidi e affettuosi, facciamo così la conoscenza della cugina Ninì, sordomuta (“Ninì non parla bene,” si spiega agli estranei), dell’amata bambinaia ungherese Giuliana, un po’ zoppa, del padre con una gamba malata, e della “pizzuta” prozia Rosina, cleptomane – quando l’argenteria scompare dalla tavola, i parenti le si avvicinano di soppiatto per sfilarle le posate dalle tasche, piano piano, senza che se ne accorga, perché “la zia non deve sentirsi imbarazzata”... E poi naturalmente conosciamo George, sia attraverso le parole di sua madre – non è facile accettare la malattia di un figlio, eppure è possibile (la chiave sta proprio nel titolo: “nessuno può volare”) –, sia grazie alla sua voce, che si alterna come un controcanto ironico (cento per cento british), ma deciso nel raccontare i tanti ostacoli di chi si muove in carrozzina. E proprio come Simonetta con le storie di un tempo passato ci regala uno sguardo insolito e genuino sul mondo, così anche George, a cui quindici anni fa è stata diagnosticata la sclerosi multipla, ci consegna un punto di vista diverso da cui osservare le città che abitiamo, le persone che ci circondano e noi stessi. “Come, accanto ai colori dell’arcobaleno, lo spettro cromatico della luce ha altri colori invisibili a occhio nudo, così io vorrei che questo libro potesse aiutare i lettori a vedere lo spettro diverso in cui la nostra società si compone.”

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In queste pagine la scrittrice Simonetta Agnello ci ha aiutato a riflettere sulla condizione alla quale il disabile è messo a dura prova nella vita di tutti i giorni attraverso la sua esperienza personale e con il suo stile di scrittura semplice e curato.
Lei ci ha ospitati durante la lettura aprendoci un mondo del quale noi spesso ignoriamo o ci preoccupiamo poco.
Mette in risalto una risorsa indispensabile per lottare in questa vita ,il coraggio, mostrato sino all'ultimo da George , un guerriero che nonostante la sua malattia non si arrende al primo ostacolo, ma che cerca di adattarsi alla nostra società al contrario di ciò che avviene spesso nella persona che non presenta disabilità.
 

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Questo libro ha la stessa copertina di La buena reputación di Ignacio Martínez de Pisón

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