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Sorge a scirocco da Alba sul pendio d'una ferace collina.

Delle sue vie comunali una verso levante scorge ai comuni di Roccaverano, s. Giorgio e Serole; un'altra nella direzione di maestro conduce a Perietto e Gortemiglia.

II villaggio è distante undici miglia dal capoluogo di pro* vincia, e due da quello di mandamento.

Nel Iato occidentale scorre un rivo, che chiamasi Tatorta.

Le principali produzioni sono il grano, la meliga, le ci* vaje e singolarmente le castagne.

Esistonvi sei chiese, cioè la parrocchiale, la chiesa della confraternita dei disciplinati, e quelle di s. Rocco, di M. V. Addolorata, di s. Massimo,e di s. Martino; in quest'ultima, che è l'antica parrocchia, si fanno solennemente le parrocchiali funzioni nella seconda festa di Pasqua, nella seconda festa di Pentecoste, e nel dì delia commemorazione dei fedeli defunti.

Attigua al palazzo del feudatario sta tuttora in piè una torre quadrangolare: le distinte famiglie Chiesa, e Cortina vi possedono belle e comode abitazioni.

Si adoprano i pesi del Monferrato, e le misure del Piemonte. ,,

Popolazione 359.

Cenni storici. Questo villaggio era già feudo imperiale: sino all'anno 1776 godette di varii privilegi, e andò esente da ogni sorta di gabelle e di contribuzioni.

In virtù dell'articolo 95 del famoso trattato di Vestfalia si trasferì all'augusta casa di Savoja la sovranità dei feudi di Olmo, Roccaverano ecc.

Olmo fu eretto in marchesato a favore dei Gozzani di Casale, dai quali passò al marchese Borrea di s. Remo.

Agli amatori della geografia non ispiacerà che qui si osservi che il nome di questo paesetto è comune a ben molti luoghi d'Italia; evvi un borgo detto Olmo nella marca maceratese: un altro ve n'ha nella provincia di Valtellina, presso la destra riva del Liro nel distretto di Chiavenna. Olmo, grosso villaggio del gran ducato di Toscana, a due miglia da Arezzo, intersecato dalla strada che da Firenze per l'anzidetta città conduce a Perugia, ed a Roma. Olmo, piccolo villaggio nella provincia di Bergamo presso il sito in cui si uniscono le due principali diramazioni del Brembo. Olmo, paese nella provincia di Padova, è compreso nel distretto di Conselve, da cui è distate due miglia italiane verso libeccio, e tre a borea da Anguillara. Olmo, luogo nel circondario di Como, presso la riva del Iago Lario tra Borgovico e la foce del fiume Breggia presso la darsena della magnifica villa Raimondi. Da questo luogo sino a Cernobio fu aperta nel 1815 una comodissima strada in riva al lago a spese della principessa Carlotta di Galles regina d'Inghilterra. Olmo, lago della provincia di Basilicata tra le foci del Sinno e dell'Acri nel golfo di Taranto e la via che dalla Puglia per Gravina e Bernalda mette nelle Calabrie: è di figura oblunga di circa sei miglia di circonferenza: entra in esso il fiumicello Alcalandro. Olmo, punto di terra presso il golfo di Trieste, la quale con quella di Camarzo forma un piccol seno chiamato valle di Muia. Olmo grande ed Olmo piccolo, nome di due porti marittimi lungo la costa occidentale dell'Istria, tra il capo Brancorso e quello di Promontore.

OLOMONT ed OLLOMONT (Ollomontium), cova, nel mand. di Gignod, prov. dioc. e div. di Aosta. Dipende dal senato di Piemonte, intend. prefett. ipot. insin. d'Aosta, posta di Gignod.

E situato a tramontana dalla città di Aosta, da cui è distante otto miglia di Piemonte.

Questo comune è limitato a levante da scoscese montagne, ad ostro dal territorio di Valpellina , a ponente da quello diDoves, ed a borea dal cantone del Vallese che lo separa per mezzo di elevatissimi balzi coperti di diacci.

La principale strada vi è quella che dal lato di mezzodì scorge a Valpellina, e dal lato di tramontana conduce alle montagne comunali che confinano col Vallese.

La montagna più considerevole che quivi si aderga, è denominata di By: per essa tragittasi nel Vallese durante l'estate attraversando per altro enormi diacciai sino al Vallesano comune di Bagne.

Un torrente denominato Buttier bagna questo territorio: esso ha origine dall'anzidetta montagna di By: mette capo nel torrente di Valpellina, che appellasi anche Buttier, e discende dalla valle di Rionaz.

I prodotti di qualche rilievo sono quei del bestiame: la parte più elevata del comune è tutta fuorchè dal lato settentrionale- coronata di foreste ricche di abeti e di larici, nelle quali i cacciatori trovano molti fagiani, non poche pernici, ed alcune camozze. Il suolo produce in discreta quantità segale e patate..

La chiesa parrocchiale, che è l'unica del paese, ha per titolare s. Agostino.

Vi esistono scuole comunali mantenute a spese di alcuni benefattori.

Gli abitanti si applicano tutti all'agricoltura, alla pastorizia, ed esercitano anche il mestiere del minatore. Popolazione 467.

Cenni storici. Il villaggio di Ollomont fu compreso nella signoria d'Oyace. Sul principio del secolo xvm vi fu scoperta una miniera del rame, di cui le coltivazioni furono eseguite pqr lunga pezza con grande ardore, a segno che si ricavavano annualmente circa settemila rubbi di rame rosetta di eccellente qualità: il minerale è formato di una pirite ramosa in lamine entro una matrice di sostanza talcosa, in generale poco dura; e non di rado trovasi esso avvolto con una roccia quarzosa.

Al tempo del celebre cavaliere di Robillant, dotto naturalista, vi si stabilì una grande ruota idraulica per estrarre le acque; ma diroccò, non e gran pezza, il vólto della galleria ov'era piantata, e rimase sepolta sotto le rovine

Per la coltivazione di tale miniera or posseduta dall'illustre casa Perrone , erano per lo più occupati duecènto lavoratori della classe povera di questo comune; ma da parecchi anni si cessò dal coltivarla con notevol danno di chi la possiede, degli abitatori di Ollomont, ed anche con pregiudizio dello Stato.

Olora (Olubria), torrente che passa vicino a Castel s. Giovanni, e gettasi nel Po non lungi da Parpanese. Il Campi nella sua storia di Piacenza dimostra che anticamente quel castello chiamavasi plebs sancii Joannis de Olubra, prendendo i|uest'aggiunto dal nome di quel torrente che scorre sul suo teisritorio.- Nella tavola Peutingeriana l'Olora è detto Odubria, e vien chiamato Alubra dall'anonimo Ravennate, il quale noverando i fiumi della tortonese provincia da occidente in oriente , dice ingrediuntur in i/isum Padum Altibra, Tidoue, Trebias, Nure, ecc. Il padre Berretti vide per sogno che l'anonimo nell'indicare questi fiumi tenne l'ordine delle lettere iniziali dei nomi, e non quello del sito di esse correnti d'acqua: ma a conoscerne lo sbaglio, basta leggere i nomi delle medesime, e quelli che accenna di seguito, cioè Glena, Taron, Parma, Entiamus: indi egli interpreta VAltibra per l'irta e questa per lo Scrivia, ed osserva che Porcheron editore dell'anonimo Ravennate non seppe discuoprire tal cosa; ma in questa sua pretesa scoperta il P. Berretti scrisse più errori che parole. , ■

OLZAI, villaggio della Sardegna nella provincia e prefettura di Nuoro, compreso nel mandamento di Gavoi, e prima nel distretto di Barbagia Ollolai nel regno di Arborea.

La sua posizione geografica è nella latitudine 40° 11', e nella longitudine orientale dal meridiano di Cagliari 0° 2' 30".

Esso è situato in un'amena valletta nella pendice della montagna, nominata dall'antico capoluogo Ollolai, ed è da un ruscello divisa in due rioni, ne'quali le case sorgono gradatamente, come il terreno. La circonferenza del paese era in altri tempi maggiore, come lo era la popolazione.

Sebbene la regione sia fredda, il luogo dov'è la popolazione è piuttosto a dirsi temperato nell'inverno e caldo nella stale per il modo con cui sono disposte le eminenze che lo proteggono da'venti glaciali. Però se l'inverno non sia troppo rigido poche volte la neve nasconde i pascoli e per pochi giorni copre il suolo. In qualche anno biancheggiano le sole cime de'monti d'intorno.

Le tempeste nelle stagioni calde non avvengono troppo frequenti, e in circa 70 anni non si ricordano più che due fulmini che cadendo nel paese abbian cagionato del danno.

Le pioggie se non sono scarse come nelle altre regioni - men montuose dell'isola non sono però abbondanti, e accade talvolta che alcune fonti cessino di dare perchè mal nutrite dalle nuvole, come avvenne nel 1832, se non erro, quando di febbrajo mancarono le acque nella parte inferiore del salto, e si patì penuria nelle case.

La nebbia spargesi spesso sopra il suolo, e quando i cereali si trovano in fiore o maturanti accade che debbasi dolere l'agricoltore per lo scarso e tristo frutto, e il pocorajo per malattia mortale di molti capi.

Un difetto notevole di questo clima si è l'umidità, molto sentita in certi tempi, e assai molesta in ore fredde.

L'aria che non si può dire mai malsana sarebbe più pura te si badasse meglio alla pulizia.

Territorio. La superficie del terreno degli olzaini si calcola di circa 20 miglia quadrate e si figura in un trapezio allungato.

Domina fra le altre la roccia granitica, molto pregievole, principalmente quella che vedesi presso l'abitato, e trovansi spesso bei cristalli di rocca. La mineralogia di questo paese non essendo ancora ben accertata se veramente esiste entro i territori d'Olzai un minerale di rame.

La montagna di Ollolai tocca in parte ad Olzai. Questa mole, che da Gavoi alla influenza del Taloro nel Tirso, da levante a ponente, distendesi per miglia 12 mentre slargasi di 6 nella linea di ostro-borea, ha le pendici orientali alquanto ripide, le occidentali mitemente graduate, e coperte dove di bosco, dove di macchie con molti rilevamenti, da su'quali si domina un'ampia contrada a tutte le parti, ma non a quella, dove sorge l'alta mole delle montagne iliache.

Noteremo ora il monte che dicono di Gùlana, tutto vestito di lecci e di lentisco, sassoso e alpestre, nella cui sommità par vedere una fortezza incominciata dalla natura con enormi pietroni che si fecero fondamento a una costruzione di mi» nori pietre collegate con fango, alla quale si ascende per una «cala. Intorno a questa rocca è un piano con riparo di muro a pietre con fango per vietar l'ingresso. Siffatto luogo ba il nome di castello, e sono intorno al medesimo varie leggende. Vuoisi che in una delle varie caverne vicine siasi trovato il tesoro degli antichi signori; ma è verosimile che sia questo uno de'luoghi, che nell'antichità serviva di propugnacolo a'barbaracini contro i dominatori dell'isola.

Sono due terzi della superficie, dove è la notata vegetazione naturale, nella quale sono frequentissimi i lentischi, e gli alberi ghiandiferi con gli olivastri. Il sovero trovasi più frequente ne'luoghi mono alti, mentre in questi pre

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