L'Eneide

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Presso la Vedova Quillau, 1760
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Brani popolari

Pagina 274 - È guardiano e passeggiero a questa riva imposto Caron demonio spaventoso e sozzo, a cui lunga dal mento, incolta ed irta pende canuta barba. Ha gli occhi accesi come di bragia. Ha con un groppo al collo appeso un lordo ammanto, e con un palo, che gli fa remo, e con la vela regge l'affumicato legno, onde tragitta su l'altra riva ognor la gente morta. Vecchio è d'aspetto e d'anni; ma di forze, come dio, vigoroso e verde è sempre. A questa riva d...
Pagina 272 - Nel primo entrar del doloroso regno, stanno il Pianto, l'Angoscia e le voraci Cure ei pallidi Morbi e '1 duro Affanno con la debil Vecchiezza. Evvi la Tema, evvi la Fame : una eh' è freno al bene ; l'altra stimolo al male ; orrendi tutti e spaventosi aspetti.
Pagina 5 - Tal fra lor fan noeper quei chiostri un fremito Che ne trema la terra e n'urla il monte. Ed ei lor sopra, realmente adorno Di corona e di scettro , in alto assiso L'ira e gl'impeti lor mitiga e molce.
Pagina 289 - Ch'or or da voi mi tolgo e mi ritiro Ne le tenebre mie. Tu nostro onore Vatten felice , già che scorto sei Da miglior Fato; e meglio te n'avvegua . Tanto sol disse, e sparve.
Pagina 93 - Le ceneri de' miei . Ciò vaneggiando Infuriavo; quand' ecco una luce M'aprìo la notte, e mi scoverse avanti L'alma mia genitrice , in un sembiante , Nou come l'altre volte in altre forme Mentito o dubbio , ma verace e chiaro , E di madre , e di Dea , qual credo , e quanta Su tra gli altri Celesti in Ciel si mostra.
Pagina 301 - Quinci l'uman legnaggio, i bruti, i pesci, e ciò che vola, e ciò che serpe, han vita, e dal foco e dal ciel vigore e seme traggon, se non se quanto il pondo e '1 gelo dei gravi corpi, e le caduche membra le fan terrene e tarde.
Pagina 198 - 1 tristo augurio De la mia morte almen seco ne porte. Avea ciò detto , quando le ministre La vider sopra al ferro il petto infissa, Col ferro e con le man di sangue intrise Spumante e caldo. In pianti , in ululati Di donne in un momento si converse La reggia tutta , e insino al ciel n' andaro Voci alte e fioche , e suon di man con elle. N' andò per la città grido e tumulto , Come se presa da' nemici a forza Fosse Tiro, o Cartago arsa e distrutta.
Pagina 264 - ... soffrendo, veglio, debile e stanco ha me seguito ; ed egli stesso m'ha nel sonno imposto che a te ne venga, e per tuo mezzo a lui mi riconduca. Abbi pietà, ti priego, e del padre e del figlio; ed ambi insieme, come puoi (che puoi tutto), or ne congiungi : eh' Ecate non indarno a queste selve t'ha d'Averno preposta.
Pagina 294 - Va tra l'ombre gridando ad alta voce : Imparate da me, voi che mirate La pena mia ; non violate il giusto, Riverite gli Dei . Tra questi tali • E...
Pagina 96 - Facean contrasto a' venti e scorno al sole; Quando con molte accette al suo gran tronco Stanno i robusti agricoltori intorno * Per atterrarlo , e gli dan colpi a gara, Da cui vinto , e dal peso, a poco a poco Crollando e balenando, il capo inchina, E stride e geme e dal suo giogo al fine O con parte del giogo si diveglie , O si scoscende; e ciò che intoppa urtando, Di suono e di ruina empie le valli. Allor discesi. ; e la materna scorta Seguendo, da...

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