Annali di Pisa ... fino all'anno 1840, compilati da E. V. Montazio

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Pagina 537 - E disser : Padre, assai ci fia men doglia, Se tu mangi di noi : tu ne vestisti Queste misere carni, e tu le spoglia.
Pagina 303 - Qual è quel cane che abbaiando agugna, E si racqueta poi che il pasto morde, Che solo a divorarlo intende e pugna; Cotai si fecer quelle facce lorde Dello demonio Cerbero che introna L' anime sì, ch
Pagina 289 - 1 giorno e" al sol si scolorare , Per la pietà del suo Fattore, i rai ; Quand* i' fui preso, e non me ne guardai, Che i be' vostr
Pagina 537 - Infin che l' altro Sol nel mondo uscio. Come un poco di raggio si fu messo Nel doloroso carcere, ed io scorsi Per quattro visi il mio aspetto stesso ; Ambo le mani per dolor mi morsi. E quei, pensando ch...
Pagina 537 - Pensando ciò eh' al mio cor s' annunziava ; E se non piangi, di che pianger suoli ? Già eran desti, e 1' ora s' appressava Che '1 cibo ne soleva essere addotto, E per suo sogno ciascun dubitava : Ed io sentii chiavar 1" uscio di sotto AH' orribile torre : ond' io guardai Nel viso a' miei figliuoi senza far motto.
Pagina 603 - Che l'arco de lo essilio pria saetta. Tu proverai sì come sa di sale Lo pane altrui, e come è duro calle Lo scendere e '1 salir per l'altrui scale.
Pagina 538 - Gaddo mi si gittò disteso a' piedi, dicendo: 'Padre mio, che non m'aiuti?' ^ Quivi morì; e come tu mi vedi, vid' io cascar li tre ad uno ad uno tra '1 quinto dì e '1 sesto; ond' io mi diedi, già cieco, a brancolar sovra ciascuno, e due dì li chiamai, poi che fur morti.
Pagina 597 - Fiorentini, uomini di gran valore; e di Firenze vi rimasono quasi di tutte le grandi case e di grandi popolari, in numero di centoquattordici tra morti e presi, cavalieri delle cavallate, e di Siena e di Perugia e di Bologna e dell'altre amistà di Toscana e di Romagna pur de
Pagina 148 - ... anime dannate, e che a simile pena era condannata l'anima del marchese Ugo per la sua vita mondana, se non tornasse a penitenzia : il quale con grande paura si raccomandò alla Vergine Maria , e cessata...
Pagina 598 - Sbigottiti , ma vigorosamente la loro città di Firenze riformarono e d'ordini e di forza di gente d'arme e di moneta, e steccarsi i fossi per la loro difensione, e mandarono al re Ruberto per uno capitano di guerra , il quale sanza indugio mandò a Firenze il conte d...

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