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torno a suoi stati patrimoniali, portando in mezzo la consuetudine più antica d'ogni memoria, e le constituzioni fatte coll'intervenimento degli stessi ecclesiastici. Doversi oltracciò por mente, che questi possedevano in Alemagna e di rendite, e di feudi, e di prerogative, e di giurisdizione più che in altra provincia del cristianesimo. Se a quell'articolo si desse l'approvamento senza lungo consiglio, e senza dichiarazione, non che fosse per avanzarsi in quel paese l'ordine ecclesiastico, sarebbe caduto in odio estremo con pericolo di spaventose rovine. Fosse piaciuto a Dio che la qualità presente degli uomini avesse potuto soffrir la rinovazione dell'antica severità nelle leggi così per gli ecclesiastici, come pe'secolari. Niente esser più ne' suoi voti, che il veder mutato il ferro di quella età nell'oro delle passate. Ma considerata la condizione de'tempi, dubitar lui che 'l tentar questo sarebbe un gettare l'olio e l'opera. Se i vescovi fossero stati contenti di riformar santamente lo stato proprio, anch'egli avrebbe usata con essi ogni liberalità nelle differenze che si volgevano tra varii di loro, e la sua camera imperiale o arciducaleE prometter lui generalmente di mostrarsi buon avvocato della Chiesa. Essere stata da se veduta l'ultima forma racconcia: ed oltre a quanto ne avea scritto agli ambasciadori, molto piacergli che 'l decreto de'principi si fosse abbreviato, mutando anche i fulmini della precedente scrittura in una ammonizion generale, e paterna. Ringraziava egli finalmente il cardinale degli ufficii adoperati da lui col papa in acconcio del re de'Romani suo figliuolo, e gli offeriva vicendevole corrispondenza. Così mostrandosi inflessibile insieme e cortese, cercò di levare ad un'ora la speranza di smuoverlo, e la ripugnanza di cedergli: l'una delle quali rende i contenditori saldi per utilità, l'altra per dignità. Oltre a queste lettere di negozio a persone publiche, ne scrisse Ferdinando un'altra di mera benignità ad un privato, che fu il Grimano. Era egli per varii pregi in molto favor de' grandi, onde poichè furon detti i pareri nella sua causa, il cardinal di Loreno avea preso destro d'incastrar nella commemorata risposta renduta (1) (1) Nell'allegata lettera de' 16 d'agosto 1565.

indi a tre giorni da se al papa, un capitolo a pro di esso, certificando il pontefice del concorde giudicio in assolvere da ogni nota quelle accusate lettere del patriarca, e pregandolo che 'l volesse onorar del cappello destinatogli dalla santità sua, e solo ritenutogli per quest'ombra. Il Grimano aveva pregati (1) ancora gli oratori ecclesiastici di Ferdinando intervenuti fra i giudici, che notificassero il successo a sua maestà, nelle cui terre molto internavasi il suo patriarcato. Onde l'imperadore, come pieno d'umanità, onorollo con una carta d'amorevole congratulazione, la quale è incredibile di quanto piacer fosse non solo al patriarca, ma insieme agli ambasciadori della republica. Rimaneva di pronunziare in forma solenne la sentenza: e per disegnare il tenore, fu raccolta l'adunanza da capo il dì terzo di settembre (2). Dietro a ciò, prima che 'l cardinal di Lo

(1) Appare dalla lettera di Ferdinando agli oratori a 4 di settembre, e dalla risposta degli oratori a 18 di settembre 1563.

(2) Atti del Paleotto, e di castel S. Angelo; e lettera del Visconti al cardinal Borromeo de 5 di settembre 1565.

reno movesse inverso di Roma, vennesi all'atto: e fu di questa sustanza. Che i deputati eziandio col parere d'altri teologi giudicavano, le mentovate lettere del patriarca congiunte con la sua apologia non esser eretiche sospette d'eresia, e così di chiarate anche essere scandalose. Con tutto ciò non doversi elleno divolgare per alcune cose difficili meno esattamente quivi trattate, e spiegate. Non però valse così fatta assoluzione affinchè il Grimano già mai ottenesse il pallio patriarcale, non che la porpora. Erasi disaminata in concilio la sola quistione speculativa (1) pertinente alla dottrina delle mentovate scritture, lasciando all'inquisizione di Roma la causa del fatto sopra certe accuse date al patriarca (2) d'aver tenuta amistà con persone scoperte di poi eretiche, e sopra altri indizii contra di lui accesi di poco sincera fede. Tal che rimanendo essi ancor dopo la sentenza di Trento non ammorzati, quantunque sì tenui che non bastarono mai o a punizione, o a prigione,

(1) Sta negli Atti del Paleotto. (2) Tutto sta nel menzionato registro comunicatomi dal cardinal Albizi.

tuttavia come aveano rattenuto Paolo III, Giulio III, e Paolo IV, così trattennero poi altresì Pio IV e i successori dal concedergli il pallio. E finalmente in una congregazione del santo ufficio, tenuta ai ventiquattro d'ottobre l'anno 1585, Sisto V, che nella condizione di frate Felice Peretti da Montalto avea dato (1) con molti altri teologi dell'inquisizion romana un parere disfavorevole al Grimano in quella causa per cui fu poscia egli assoluto in concilio, gli negò lo stesso pallio solennemente, e gl'impose di ciò perpetuo silenzio. Il che se fu per sospetto falso (2), meritò il patriarca gran compassione, essendo egregio nelle doti non meno dell'intelletto e dell'animo, che del sangue, amato da principi, ed amatore de letterati.

Il dì a canto a questa sentenza si pose in viaggio verso Roma il cardinal di Loreno (3) con una preclara comitiva di ve

(1) Agli undici di settembre 1561, come nella scrittura originale contenuta nel già detto registro.

(2) Vedi l'Ughello nell'Italia sacra fra' patriarchi d'Aquileia.

(3) Diario a 18 di settembre, e Atti del vescovo di Salamanca, e del Paleotto.

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