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A° GIAMBATTISTA SANSE VERINO

DI MARCE LLINAR A

Grazie al cielo , il mio male non pafsò più in là della metà di Novembre: ma con tre falaflì , con lina efatta dieta , e con moltiflìma acqua . Povera umanità! Si conofce aflai , che noi non yenghiamo in quella vita per efler feli-. ci . Quefto è il fidecommetfo , ch' ereditiamo da' primi padri. /

Coloro poi j-che nella poefia-degli Ebrei hanno trovato tutti L generi di poetare V che furono/iS ufo in Grecia ne'tempi più culti , vengono a far poco onore all' antichità de' libri Ebraici: poichè fi fa , che quella Nazione norr cominciò ad aver letteratura j che fotto il Regno di Salomone; e efrella non durò poi , che pochiflìmo per le fopravvenute guerre civili tra i Succeffori di quello Sovrano , e per la fchiavitù , in cui caddero non multo ftante .• Donde fiegue , che ìe poefie aniecedenti a quell'Epoca non^offonc eflere, che rozze, e fenz' altra arte , che quella d' un fuoco naturale per rifpetto all'efpre&oni. Per giudicar di quefta materia/fi voleva avere

avan

avanti gli occhi un punto reale, e fiffo, e comprovato dalla Storia del mondo, fu di cui aveva a raggirarti: ma i Filologi di rado ragionano . Ecco il punto firto. Ogni perfona, e con ciò ogni Nazione felvaggia, barbara, e culta canta , co» me cantano tutt' i pafieri , tutti gli ufignuoli . L' nomo è per'natura animai cantante : dunque ogni Nazione ha le fue canzoni. Tutti i Selvaggi deli' Afia cantano , e cantano fu diverfi tuoni , ed hanno canzoni di diverfa natura. Tutti gli Americani cantano . Le canzoni de'Mefficani , e de' Peruani erano, quando gli conofcerono , di quattro forte , facre , eroiche , amorofe , e burlefche . Si fervivano delle facre per cantare o le glorie de' loro Dei, o le leggi: delle eroiche per celebrare le getta de' loro antenati: delle amorofe , e delle burlefche , come i noftri plebei , e contadini , o ne1 loro amori , o ne' loro giuochi . Quefte Nazioni non avevano lettere . Quefto medefimo trovali in tutte le] Nazioni della Terra.

Quando, cominciarono le lettere, fi fcriffero molte di quelle canzoni. Ecco le prime poefie de'popoli. Gl'Islandi fcriffero le loro Eri? , poefie, che contengono la loro origine, e quella del mondo . E' una Teogonia. Avevano i Meflìcani, e Peruani le loro Teogonie , come gli antichi Greci: 1' hanno i Tartari/i Chinefi , gl'Indiani ec. Il carattere di quefti pezzi è di effere goffi ,'orridi , fenz' arte , fenza mifura; ma pel contrario pieni d'impeto naturale, di fuoco , di fantafia . V età feguenti andarono migliorando riell' arte , ma deteriorano quel primo carattere . Quanto più mettete dell'arte , tanto più gli fate moderni , e togliete loro il pregio dell' antichità . Ma io ferivo

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(a) Il Signor D. Gìambattifta Sanfeverino è ftato uno degli ottimi Poeti de'noftri tempi. Egli ha dato alle ftampe due tometti di poefie , Scriffe ancora un Poema fulla Religione , che mandò a rivedere al noftro Genovefi, a cui piacque molto, è reftato inedito, effendq morto anni addietro 1' Autore.

onore , che mi fa , e prego Iddio , che le ifpiri fempre più della fua fapienza , e dell' amore di colui, a cui è avvinta ,' della carità per,li figli , e della prudenza economica, delle quali virtù fo, ch' Ella fia a dovizia fornita . E di D. Felice 2 Mi fpiace a dirgliela, che quello giovine di fpirito magnanimo, e filofofico, amico dell' uomo, e della umanità non fia prefo pe/ fuo verfo . Conosco anche io, cheifono in lui di certe cofe tuttavia acerbe: ma quante di quefte matura il tempo? E poi la prudenza è la grande agricoltura de' Giovani. Si vuole avere del buon terreno, ev afpettare la buona Magione . Non fu mai buono aizzare gli animi de' Giovani . Ma non ho tempo, di dilungarmi . La prego a comandarmi, e le fo divotiffima riverenza . Di Napoli 31» di Dicembre 1763.

P. S. Signor D. Ferrante, fono obbligato di feevirmi di Amanuenfe per un dolor nel braccio deliro , che mi felicità da due meli. La MetafiGca è finita.

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