Immagini della pagina
PDF

CAPITOLO QUARTO. 151

vennero a coprire anche tutto allo intorno i suoi al-
loggiamenti fino alla villetta di Fornuovo.
Da costi verso Caravaggio muoveva pel tratto di
400 passi nell'aperta pianura un ampio e antico fosso,
il quale, dopo avere alquanto serpeggiato fra i bur-
roni e spinai, si smarriva in certe paludi prossime a
quella terra, e formava in sostanza una stupenda di-
fesa al campo milanese. Francesco Sforza, aggiun-
gendo arte al caso, sprofondò molto più il fosso,
prolungollo d'un miglio, lo riempiè d'acqua, lo muni
di un'argine alto e continuo con ispesse bastite mer-
late a guisa di muro, e sopra vi sospese un ponte le-
vatoio tra due torri, che servisse alle sortite. Tutto ciò
era da lui fatto senza risparmio di denaro e di fatica,
affine di mettersi al riparo contro qualunque improv-
viso insulto dell'esercito veneto accampato a Morengo
quattro miglia discosto, e nel medesimo tempo pro-
seguire sicuramente l'assedio incominciato. Nè ancora
contento di ciò, fa venire da Milano altri contadini,
ordina più vivo il fuoco contro Caravaggio, raduna vi-
veri e munizioni, cinge di altre trincee e di torri e di
bombarde i proprii alloggiamenti: sicchè chi avesse
rimirato nell'istesso punto la furia del trincerare
impiegata nel campo sforzesco sotto Caravaggio, e
quella non punto minore messa in opera dai Veneziani
nei proprii alloggiamenti di Morengo, sarebbe rimasto
perplesso a giudicare qual fosse tra i due eserciti
l'assediato o l'assediatore, che cosa entrambi deside-
rassero, da qual parte fosse maggiore la paura od il
sospetto (1).

(1) I Milanesi promisero alle schiere, finchè durasse l'asse

[merged small][merged small][ocr errors][graphic][graphic]

152 PARTE QUARTA.

Tra questi preparativi, frequenti erano le scaramuccie ed i parziali assalti, che, stante la vicinanza, succedevano fra i due eserciti. Talora dopo avere combattuto gran pezza, facevano tregua di qualche ora, e seduti gli uni di qua, gli altri di là dal margine del medesimo fosso, vinti e vincitori, Milanesi e Veneziani ciarlavano e bevevano, cantando e braveggiando, per ripigliare subito dipoi gli archi, gli scoppietti e le lancie, e rinnovare più fiera la battaglia. Talora i più valorosi, al cospetto dei capitani e delle schiere, venivano tra un alloggiamento e l'altro a singolare certame, a ciò incitati sia dall'esca dell'onore e delle ricompense, sia dal desiderio di uccidere o di far prigioniero l'avversario, e guadagnarne le spoglie o il prezzo del riscatto. Così passavansi i giorni; e già Caravaggio, smantellata di mura, niun ostacolo avrebbe opposto a una scalata, se il timore dell'esercito veneto non avesse trattenuto lo Sforza dall'intraprenderla.

Non erano le gravi condizioni degli assediati ignote ai condottieri di Venezia: ma intorno al modo di alleviarle varii e tumultuarii pareri tra loro s'elevavano. Aveva Tiberto Brandolini in certa sua esplorazione scoperto tra il pattume e la boscaglia una specie di strada che da Morengo metteva a Caravaggio: però non si era accorto del fosso che, siccome dicemmo, l'attraversava. Laonde, persuadendosi di non avere a incontrare alcuna difficoltà, proponeva di scegliere quella via per attaccare all'impensata

dio, pane a dovizia in supplemento degli stipendii: il che mostrerebbe che il vitto quotidiano era a carico de'soldati. V. Joh. Simon. XIII. 457 C.

[graphic]

con molto vantaggio gli alloggiamenti ostili. Al contrario Michele Attendolo esortava di ridursi a Martinengo, e attendere quivi di queste due cose l'una, o che il nemico per noia abbandonasse l'assedio di Caravaggio, e allora travagliarlo alla coda; o che si avventurasse a darle la scalata, e allora opprimerlo con poca fatica. Lodovico Gonzaga, riputando impossibile o inutile la difesa di Caravaggio, consigliava a modo di diversione di porre il campo a Mozanega: Bartolomeo Colleoni stava pel non combattere punto punto; Niccolò Guerrero voleva, che si trasferisse l'esercito a Treviglio allo scopo di tagliare le comunicazioni al nemico: infine Gentile da Leonessa, Roberto di Montalbotto, Cesare da Martinengo, Guido Rangoni, Cristofaro da Tolentino, lacopo Catelano, e

Carlo di Braccio da Montone, tutti i quali capitani

per causa di certo loro straordinario attaccamento
alla repubblica venivano chiamati i Marcheschi, con-
cordavano nella sentenza del Brandolini, ma al patto
di non porre tempo in mezzo. Mandatosi a Venezia
per la decisione, venne risposta di dare battaglia: ed
essa pel giorno seguente fu risoluta.
Ebbe in quella notte stessa Francesco Sforza sicura
novella della risoluzione presa dai Veneziani; ma
dandosi a credere di venire assalito dalla banda di
Mozanega, già aveva colà rivolto il nerbo de'suoi, e
s'incamminava a udire la messa; quand'ecco alcuni
correndo a fiaccacollo l'avvisano: « approssimarsi i
nemici con tagliate e graticci per la selva situata tra
Fornuovo e Caravaggio; già le prime squadre loro
essersi scontrate con Carlo Gonzaga e Manno Barile
usciti dai trincieramenti per ributtarle; ma troppo es-

[merged small][merged small][graphic][graphic]

15li PARTE QUARTA. sere numerosi gli offensori, troppo disuguale la zuffa, perchè eglino possano resistere a lungo; già instare i Veneziani al fosso, dietro ai fuggitivi superato il fosso, chi salverà gli alloggiamenti e l'onore della giornata?» Sforza, vestita appena la corazza, si avviò volando al luogo della mischia, e seco traendo tutti coloro in cui si abbatteva. Vi giunse appunto in quel mentre che Manno Barile veniva fatto prigione, e Carlo Gonzaga, ferito in un occhio, se ne fuggiva portando a Milano la falsa nuova di una sconfitta. Ma il fosso non era ancora superato, e, alzato il ponte levatoio, poteva essere tuttavia di grave e d'impreveduto ostacolo agli assalitori. Sforza quanti soldati ritrovò, tutti ve li radunò a far testa: poscia a mano a mano li distribuì per le trinciere: alla fine, ripigliato animo, impose al fratello Alessandro di girare il bosco, e percuotere i nemici di fianco, e a Mariano di Calabria e al Turco comandò di occupare con più lungo circuito la bocca del cammino pel quale essi erano entrati. Ciò fatto, si mescolò egli medesimo tra quelli che combattevano alla prima fronte, e, intermesso l'ufficio di capitano, assunse quello di soldato. Lo raffigurò dalla banda opposta Roberto di Montalbotto, e: « Conte, gli gridò, quest'oggi non te ne parti senz'acqua calda s. A cui Sforza con chiara voce: « Bada di non dover rifare i conti con l'oste » (1). Frattanto l'iniquità del luogo boscoso e sdrucciolevole, e lo spingersi che facevano le schiere venienti le une addosso alle altre, avevano generato nei Veneziani una non piccola confusione e perplessità. Sforza, al

(1) Cagnola, St. di Mil. p. 93.

[graphic]

vedere le loro lancie mescolarsi e ondeggiare, come se agitate dal vento, se ne accorse, e tosto: « su via, grida ai suoi, passate il fosso, la vittoria è nostra! » Detto fatto. Nel medesimo punto altre squadre feriscono i Veneziani alle spalle, altre li percuotono nei fianchi, sicchè la vittoria solo per pochi istanti è contesa. Proseguendo la quale, gli Sforzeschi entrarono insieme coi fuggitivi negli alloggiamenti custoditi dal Colleoni, e, tranne lui, che per incognite vie fuggì a Bergamo, di ogni cosa e persona che vi era s'impadronirono. Militavano nell'esercito della Repubblica 5000 fanti, e 12,500 cavalli; di tutto questo numero 1500 uomini appena, chi quà chi là, gettando armi e bagagli, si misero in salvo.

Fu la giornata di Caravaggio pei suoi effetti la più importante di quante e prima e dopo venissero combattute in Italia per tutto quel secolo: pure un uomo appena, se merita fede l'accurato Sanuto, vi restò morto: così bene le soldatesche erano difese nella zuffa dalle armature, nella disfatta dallo arrendersi! (1) Chi ne pagò le pene fu al solito il più innocente. Michele Attendolo, fuor della cui saputa e volontà avevano i provveditori fatto cominciare la battaglia, fu dal Senato rimosso dal comando dell'esercito e confinato in Conegliano, con provvigione di mille ducati (2).

(1) Sanuto, 1129 – Joh. Simonett. l. XIII – Cristoforo da Soldo, 851. – Cagnola cit., p. 91-94. (2) Navagero, 11 13 (t. XXIII).

[ocr errors]
[graphic]
[graphic]
« IndietroContinua »