Le opere di Torquato Tasso, Volume 4

Copertina anteriore
C. Buonarrigo, 1735
 

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Brani popolari

Pagina 21 - Vedi abbracciar gemendo il vecchio stanco l'albergo ch'a' nipoti alzar credea; e piangere il fanciullo al caro fianco, che l'altrui duol, più che il suo mal piangea: indi traggere al tempio il debil fianco, dove morte gli fora assai men rea.
Pagina 383 - PAriosto fossero giudicate: però che quelli conceder non mi vorranno, ch'alcun poema sia degno di loda, nel qual sia qualche parte che non faccia apparente effetto, la qual tolta via non però ruini il tutto; ancorché molti di tali membri siano nel Furioso e ne l'Amadigi, ed alcuno ne gli antichi greci e latini; quest'altri gravemente mi riprenderanno che non usi ne...
Pagina 304 - ... me giovane ancora e d'età immatura anzi che no, e farò comparazione ancora fra la mia Gerusalemme quasi terrena e questa che, s'io non m'inganno, è assai più simile a l'idea della celeste Gerusalemme.
Pagina 48 - Ma nella bocca ond' esce aura amorosa , Sola rosseggia e semplice la rosa. XXXI. Mostra 'l bel petto le sue nevi ig.nude, Onde il foco d' amor si nutre e desta : Parte appar delle mamme acerbe e crude, Parte altrui ne ricopre invida vesta; Invida, ma s' agli occhi il varco chiude, L' amoroso pensier già non arresta, Che non ben pago di bellezza esterna, Negli occulti secreti anco s'interna.
Pagina 356 - Quella unita adunque sarà lodevolissima nel poema epico, la quale sarà composta di molte azioni, e di molte persone; però non contento del numero dell'azioni, e de' cavalieri contenuti nel primo poema, io ne ho voluto aggiunger molti altri, facendo in questa guisa la tessitura più ampia e più magnifica...
Pagina 173 - ... pietà le meste Luci par che gli asciughi, e così dica : "Mira come son bella e come lieta, Fedel mio caro; e in me tuo duolo acqueta.
Pagina 384 - Non vi spiaccia dunque di vedere il mio Rinaldo parte ad imitazione degli antichi , e parte a quella de...
Pagina 90 - ... infiamma: qui son rote di foco e di faville, e carri alati di color di fiamma; seggi, verghe, securi, e scudi e lance, e da pesare altrui divine lance.
Pagina 117 - 1 mar tranquillo del bel Sorrento, e di Sebeto i cigni: e s'udir ne" bei monti e "n su l'arene i lai, quasi di ninfe e di sirene.
Pagina 229 - Che fu suo caro cibo a schifo prende. Vacilla il piede infermo , e la superba Cervice dianzi , or giù dimessa pende. Memoria di sue palme or più non serba , Nè più nobil di gloria amor l

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